Rinnovo Gigio: Raiola vuole un profilo basso per accontentarlo. Milan concentrato sulle cessioni, ma servono i numeri giusti. Rebic-Silva: un intrigo economico

14.09.2020 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
Rinnovo Gigio: Raiola vuole un profilo basso per accontentarlo. Milan concentrato sulle cessioni, ma servono i numeri giusti. Rebic-Silva: un intrigo economico

Il rinnovo di Gigio Donnarumma, così come quello di Hakan Calhanoglu, saranno affrontati dal Milan dopo la chiusura del mercato. E questa non è più una notizia, ma un dato di fatto. Ma quello che sta emergendo nelle ultime settimane è la tipologia di strategia che Mino Raiola vuole adottare per sedersi al tavolo con la dirigenza rossonera per trattare la permanenza del suo assistito. Partiamo da un presupposto fondamentale: Donnarumma ha ribadito al suo agente, fino alla noia, la volontà di rimanere in rossonero e di non voler arrivare ad una rottura con il club che lo ha reso grande. Mino, che sa bene che spostare Gigio a zero vorrebbe dire un mega assegnone per lui a livello di commissione, ne ha preso atto e cercherà in tutti i modi di accontentarlo, ma senza calare le braghe. Non sarebbe lui, non sarebbe uno dei migliori agenti del mondo. La trattativa ci sarà e dovrà essere fatta nel massimo del riserbo, dove tutto l’universo Donnarumma dovrà calare in un omertoso silenzio fino a quando non ci sarà la fumata finale. Se sarà rossonera o nera soltanto lo scopriremo da ottobre in poi, ma di certo ci sarà bisogno – da parte della società e della proprietà – di uno sforzo importante. Alla Ibrahimovic, o forse anche leggermente superiore. La cifra di 10 milioni che è circolata è quasi una provocazione da parte di Mino, che conosce il mercato e ha dato la sua parola al suo assistito di fare tutto il possibile per accontentarlo. Dunque, se tre anni fa ci furono interferenze anche esterne, questa volta Raiola vuole libertà d’azione ben sapendo quello che è il desiderio di Gigio, che è quello di rimanere con la 99 del Milan sulle spalle.

In questa fase del mercato, la società è impegnata principalmente sulle uscite. L’arrivo di Tatarusanu ha colmato una falla strutturale nel reparto dei portieri, ma Maldini e Massara – con la supervisione collaborativa di Gazidis – stanno ragionando sulle cessioni. Ma per farle bene, serve che i numeri combacino. Ecco perché Lucas Paquetà non può essere venduto a meno di 23 milioni per produrre una piccola plusvalenza e anche perché l’eventuale cessione di Krunic al Friburgo è più in linea con il sistema economico applicato al Milan da parte di Elliott. Se i rossoneri dovessero accettare la proposta da 8 milioni dei tedeschi, genererebbero una plusvalenza da 1,6 milioni che, invece, non è stato possibile fare con i giocatori arrivati sotto la gestione Fassone-Mirabelli e che sono andati via. Questo perché si sono deprezzati dentro un Milan non competitivo e perché, alla genesi del tutto, sono stati presi a prezzi che hanno generato ammortamenti annuali alti, rendendo difficile la loro cessione ai numeri necessari al bilancio milanista. In più il problema degli ingaggi pagati negli anni addietro: Biglia è pesato per 5 milioni lordi all’anno per 3 anni oltre ai 19,7 versati alla Lazio. Reina aveva un contratto da 6 milioni lordi, Strinic da 4. Sono solo degli esempi di ciò con cui sta lottando, oggi, questa dirigenza e questa proprietà. Il tutto sempre con il collare del FFP nel quale rientrare.

La complessa trattativa che ha portato Ante Rebic a diventare interamente un giocatore del Milan e André Silva a fare il percorso opposto, diventando di proprietà dell’Eintracht Francoforte, continua a nascondere i suoi dettagli dietro un muro di silenzio anomalo per il mondo del calciomercato moderno, con entrambi i club che hanno concordato di secretare – come da comunicato dei tedeschi – le cifre dell’accordo. La premessa è d’obbligo, perché ad oggi permangono due scenari plausibili, nessuno dei quali è stato smentito dalle parti. Il primo è quello di una svalutazione del cartellino di André Silva portato a 9 milioni con quello di Rebic valutato meno di un milione. Il secondo, che ha preso forza nelle scorse ore, è legato a due dettagli. I 9 milioni che l’Eintracht pagherà al Milan sarebbero la prima di due rate di egual valore che porterebbero così il valore di André Silva a 18 milioni, mentre quello di Rebic sarebbe un po’ più basso il che permetterebbe ai tedeschi di girare meno soldi alla Fiorentina che vanta il 50% sulla plusvalenza eccedente la cifra d’acquisto versata dall’Eintracht ai viola all’atto dell’acquisizione di Ante. Ecco perché, dopo un primo segnale di normale e comprensibile nervosismo in quel di Firenze, pare che il barometro si sia riassestato. Difficile pensare che il Milan possa intaccare i rapporto con una società con la quale, fino a poche settimane fa, cercava di imbastire delle operazioni di mercato come quelle per Milenkovic e Pezzella, senza dimenticare Chiesa.