Roma-Milan e gli episodi silenziati. Gigio-Fiori-Reina: avanti così. Kris Piatek o "Bjorn" Piatek. Le cifre di mercato e la decenza.

09.02.2019 00:00 di Mauro Suma  articolo letto 55049 volte
Roma-Milan e gli episodi silenziati. Gigio-Fiori-Reina: avanti così.  Kris Piatek o "Bjorn" Piatek. Le cifre di mercato e la decenza.

Abbiamo dovuto attendere, ma ne è valsa la pena. Domenica scorsa, con ancora negli occhi Il Rigore di Kolarov su Suso e con ancora urticante l'effetto del mancato secondo giallo a Pellegrini, le trasmissioni nazionali (ad eccezione di Pardo e TikiTaka, trasmissione iniziata più tardi per via dell'Isola dei Famosi e che quindi non abbiamo avuto la possibilità di seguire) hanno elegantemente bypassato gli episodi arbitrali di Roma-Milan. Abbiamo dovuto attendere la rassegna stampa di tutti i giornali del mattino che, nessuno escluso una volta tanto, sono stati chiarissimi: c'era Il Rigore e c'era l'espulsione. L'ultima volta che sulle grandi Tv della domenica sera si è parlato di episodi arbitrali in chiave Roma, è stato quando si è lamentato Francesco Totti di quando accaduto in Roma-Inter. Da quel momento solo Florenzi, solo Belotti, solo Suso. Un segnale. Forte. Chiaro. Della forza politica ed economica della Roma. La squadra giallorossa fa politicamente parte del salotto buono, del salotto giusto. In buona compagnia della grande avversaria che incontra da tre anni sempre in casa nelle ultime due-tre giornate quando gli animi sono più rilassati e delle grandi istituzioni nevralgiche che amano essere una buona fonte. Un piccolo esempio fra i tanti? I tifosi del Milan hanno gli occhi di fuori e reclamano soddisfazione per Il Rigore e per la mancata espulsione? Niente, smammare, il massimo che si possono beccare è che Paquetà "non dice granchè". Tutto perfettamente incastonato nel sistema. Da parte nostra nessuna sorpresa e, solo, occhi aperti. Molto aperti.

E' da qualche settimana che ne parliamo con Rino Gattuso nelle interviste e nelle conferenze, per la precisione dalle ultime settimane del 2018. Ma Gigio, dopo le stagioni delle cose straordinarie nel bene e delle cose straordinarie nel male, si è stabilizzato, ha trovato la sua rotta di crociera. Oggi, il tema è diventato di tutti. Bene. La vicinanza di Pepe Reina gli ha dato sobrietà in allenamento e negli atteggiamenti, le novità portate nella sua preparazione da Valerio Fiori e da Gigi Ragno gli hanno stabilizzato i fondamentali e lo hanno sfrondato emotivamente. Oggi Gigio non è più un appiglio, ma un portiere allenato con più scrupolo e con più freddezza, senza nulla togliere a nessuno. Ha avuto bisogno di tempo, Gigio. A inizio stagione ha dovuto cambiare i movimenti che aveva memorizzato da anni. Ecco perchè prende gol a Napoli. Con il Gigio di oggi, il Milan non avrebbe mai perso quella partita del San Paolo. Anzi, probabilmente l'avrebbe vinta. Gigio non è più un appiglio e non deve nemmeno esserlo per qualche guitto che sogna H24 di essere prezzolato, ma purtroppo non riuscendoci sbrocca e sbava. Succede, non è la prima volta e non sarà nemmeno l'ultima.

Reina ha fatto bene a Donnarumma? Certo che sì. Lo stesso treno sta passando, attenzione, anche per Patrick Cutrone. Chiaro che Piatek è giovane e non ha ancora l'esperienza e il mestiere di Reina, ma il polacco dimostra ben più dei 23 anni che denuncia all'anagrafe. Piatek è un giovane vecchio. Una macchina da calcio. Uno che non dorme mai. Piatek pensa al calcio sempre, comunque, anche e soprattutto quando non è in campo. Non è solo cattivo o glaciale. E' intenso, è appassionato del suo gioco, del suo sport, della sua professione. Non che Patrick non lo sia. Anche Cutro ha il sacro fuoco che arde nel petto. Ma dall'atteggiamento totalmente dedicato al calcio da parte di Kris, anche lui può attingere qualcosa. C'è qualcosa di Bjorn Borg nella sistematicità con cui pensa seriamente e costantemente al calcio il nazionale polacco. E quando siamo a questi livello di determinazione e cattiveria professionale, c'è sempre qualcosa da imparare. Per tutti.

Noi non sappiamo cosa sia accaduto per Sturaro e non ci permettiamo di aprire bocca. Leggiamo, deglutiamo e tiriamo avanti. Una sola cosa però: in un calcio che valuta il buon Sturaro 18 milioni senza averlo visto nemmeno una volta in campo dall'inizio nei primi sei mesi della stagione, in un calcio che valuta Mandragora e Audero 20 milioni, in un calcio che valuta tantissimo giovani Primavera buoni e pochissimo giovani Primavera ottimi, ci sia almeno spazio per un po' di decenza. E cioè che nessuno, in questo calcio, dica che Paquetà è costato tanto. Nessuno dica che 35 milioni per Paquetà sono eccessivi e nessuno faccia il delatore presso l'Uefa per gridare al lupo al lupo ai danni del Milan sull'operazione del brasiliano. Perchè dare certe valutazioni, rispettabili, a certi giocatori, a loro volta assolutissimamente rispettabili, significa poi che, in proporzione Paquetà avrebbe dovuto essere pagato 60 milioni. E non 35. Almeno questo. Grazie.