Romagnoli e quel rinnovo quando altri fuggivano. Il capitano del nuovo Milan

Direttore di MilanNews.it, corrispondente sul Milan per RMC SPORT. Collabora con il "Corriere dello Sport" e Tuttomercatoweb. Ha collaborato con Sportitalia e INFRONT.
07.11.2018 00:00 di Antonio Vitiello Twitter:   articolo letto 36414 volte
Romagnoli e quel rinnovo quando altri fuggivano. Il capitano del nuovo Milan

C’è una fase specifica nella carriera di un giocatore che diventa cruciale per la maturazione definitiva. Una fase in cui o resti eterna promessa o scatta la scintilla per il salto di qualità. Ed è la fase che sta attraversando Alessio Romagnoli. Il capitano del Milan negli ultimi mesi è cresciuto parecchio, ha alzato il livello di concentrazione ed è diventato un uomo imprescindibile per questa squadra. Alessio è il capitano del nuovo corso milanista, il simbolo della rinascita rossonera. Sul campo è il primo a mettere qualcosa in più per arrivare all’obiettivo, a difendere la maglia numero 13 del suo idolo Nesta, a sacrificarsi per i compagni. Non è un caso che il Milan sia riuscito a ottenere due vittorie di fila nei secondi finali della partita grazie a due prodezze di Romagnoli. Perché Alessio si è spinto oltre. Ha lasciato la sua posizione in difesa e ha tentato il tutto per tutto, ha provato a superare gli ostacoli spingendosi oltre. Quando un giocatore mette tutto in campo per la maglia diventa un beniamino del pubblico, e Romagnoli lo è diventato già da quale mese. Non si tratta solo del gol, ma della continua reazione, del continuo volersi migliorare.

Il capitano del Milan è stato il primo a dire di no alle offerte dall’estero in estate, quando a Milanello si erano creati i presupposti per andare via. Mentre altri giocatori pensavano ad allacciare rapporti con altre squadre, a contattare quotidianamente procuratori e dirigenti per sondare la disponibilità di altri club, lui ha pensato al rinnovo. Ha piantato una bandierina nel centro sportivo di Milanello e ha deciso di crescere con la maglia del Milan, nella buona e nella cattiva sorte. Non è facile al giorno d’oggi rimanere sulla barca con il mare in piena tempesta, quando molti compagni pensavano ad abbandonarla. E se da un lato ci sono finti capitani che si spostano solo per convenienza, lui i gradi del capitano li ha acquisiti per merito e con la giusta tempistica. A 24 anni Alessio è uno dei più giovani della storia del Milan a indossare quella fascia, ma non gli pesa. E’ solo un onore esserlo. Il Milan ha trovato la figura giusta per ricoprire un ruolo importante nello spogliatoio e in campo, ora bisogna crescere insieme per tornare ai vertici del calcio europeo.