Romagnoli e Suso i leader di un nuovo Milan che può vincere a Siviglia e fermare la Juventus

06.11.2018 00:00 di Alberto Cerruti  articolo letto 31052 volte
Romagnoli e Suso i leader di un nuovo Milan che può vincere a Siviglia e fermare la Juventus

I leader si vedono nel momento delle difficoltà e nelle difficoltà, durante le partite contro il Genoa e l’Udinese bloccate sul pareggio, quali sono stati i leader che hanno fatto decollare il Milan? Suso, che non ha smesso di fornire assist a tutti cercando con insistenza anche il tiro in porta e Romagnoli che ha firmato i gol delle due vittorie. E così si scopre che si può vincere anche se Higuain rimane a secco o si fa male, ma soprattutto si può e si deve ricordare che Suso e Romagnoli sono due regali dell’ultima e fin troppo discussa gestione Berlusconi-Galliani. Perché Suso era quasi uno sconosciuto quando l’allora direttore sportivo Maiorino lo suggerì a Galliani, mentre Romagnoli fu fortemente consigliato da Mihajlovic che lo aveva allenato alla Sampdoria. Il tempo ha dato ragione a tutti, ma oggi bisogna anche riconoscere i meriti di Gattuso che non ha mai messo in discussione Suso, confermandolo nel ruolo di esterno in cui rende di più e soprattutto non ha avuto dubbi quando ha promosso capitano Romagnoli.

Con Suso così in forma, non a caso convocato stabilmente anche nella nazionale spagnola, e con Romagnoli sempre più sicuro nel suo ruolo di capitano, a prescindere dai gol segnati nel finale contro Genoa e Udinese, questo Milan rilanciato da tre successi consecutivi ha il diritto, e anche il dovere, di andare a Siviglia per vincere. Il Betis, soltanto quattordicesimo nella liga con il penultimo attacco (8 gol in 11 partite) a San Siro aveva sfruttato l’eccessivo turnover dei rossoneri. Adesso, però, il Milan non può più fare calcoli. L’Europa League non va snobbata e vincere giovedì avrebbe un valore doppio, perché consentirebbe a Romagnoli e compagni di tornare al comando del girone ipotecando la qualificazione, e soprattutto perché costituirebbe un’ulteriore iniezione di autostima in vista della partitissima di domenica sera contro la Juventus.

E’ vero che bisogna procedere un passo per volta, ma se Bakayoko e Kessie confermano i progressi a livello di intesa e soprattutto se Higuain sarà disponibile domenica, questo Milan può dare fastidio alla Juventus, che in fondo in campionato ha sofferto spesso, anche per battere il Cagliari sabato scorso. L’importante è crederci e dare continuità alla fase difensiva visto che a Udine, per la prima volta in questo campionato, Donnarumma non ha subito gol, mostrando una ritrovata e beneaugurante sicurezza. In ogni caso, una cosa è certa: comunque vada tra giovedì e domenica, queste due partite costituiranno un ulteriore esame per il Milan. Nel bene, cioè con un successo giovedì e almeno un pareggio domenica, il Milan avrà la certezza di avere trovato la necessaria continuità per andare avanti in Europa e inseguire il quarto posto, che rimane l’obiettivo dichiarato della società. Nel male, cioè con un pareggio o peggio una sconfitta in Spagna e un’altra sconfitta contro la Juventus, il Milan dovrebbe rassegnarsi a soffrire e a rischiare su entrambi i fronti. Comunque vada, però, non si rimetta in discussione Gattuso, che merita fiducia a prescindere dal suo passato rossonero. Perché è bene sottolineare che la differenza la fanno i giocatori, non gli allenatori. Ricordare, per credere, come era considerato Allegri quando fu esonerato dal Milan e come è considerato adesso che guida la Juventus.