Se le riserve sono queste, chi può storcere il naso per Ibra?

30.11.2018 00:00 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
Se le riserve sono queste, chi può storcere il naso per Ibra?

Le premesse sono moltissime, ma la conclusione una sola: alcuni elementi di questa rosa rossonera sono inadeguati e in generale la mentalità ancora deve cementificarsi, in una squadra troppo volubile tra difficoltà e formalità apparenti. Le premesse sono che non è mai facile, per chi ha un minutaggio risicato, farsi trovare pronto all'occasione. Aggiungiamoci una condizione precaria in alcuni titolari per affaticamento o acciacchi ed ecco che esce il pasticcio di una partita - contro il Dudelange - chiusa dopo 20' come mole di gioco e vantaggio omaggiato, riaperta da un atteggiamento incomprensibilmente superficiale al limite della supponenza. I fantasmi se ne sono andati schiacciando sull'acceleratore e soprattutto ricorrendo a un paio di cambi, Suso anzitutto, che hanno rianimato i dormienti. Non si possono commettere errori e leggerezze come quella di giovedì sera a San Siro, né in Europa né in campionato: allontanano gli obiettivi e rallentano un già complicato processo di crescita. 

Eppure questa squadra arrivava da una trasferta difficilissima come quella di Roma, affrontata con i ranghi incerottati e molti ruoli inventati, superata con grande orgoglio e caparbietà e per un nonnulla sfumata nella sua pienezza. Dei cambi dell'Olimpico abbiamo già disquisito: li abbiamo invocati tutti, in diretta negli ultimi minuti seguendo Lazio-Milan e resto convinto che un po' il ritmo dell'assedio finale avrebbero potuto interromperlo. Quando poi però Gattuso risponde: "Contro Inter e Juve li ho fatti nel finale e le cose sono peggiorate", cosa vuoi replicare? La questione adesso è che una rotazione - date le numerose assenze, gli acciacchi che si accumulano e la stanchezza di qualcuno - sarà necessaria e nonostante un calendario abbordabile, non ci si può complicare la vita rendendola un incubo come contro i semidilettanti lussemburghesi. Serve, sempre, il Milan dell'Olimpico per intensità e abnegazione. Per umiltà. Per ferocia. 

Capito bene perché l'allenatore utilizzi un numero molto ridotto di titolari in campionato, infortuni a parte naturalmente, ora vorrei capire come si fa a storcere il naso per Ibrahimovic. A 37 anni con la sua classe e la sua fame, non solo può tornare utile eccome a questa rosa, ma può aiutare a tutti quale sia lo spirito giusto, e cioè avere una fame atavica e voglia di vincere sempre e comunque, su ogni campo e in ogni competizione. A gennaio arriveranno anche almeno un centrocampista e almeno un difensore, intanto comincio a mettermi in tasca Ibra per fischiettare nelle notte di buio e paura come quelle di giovedì e in qualche altro giorno che ci aspetta.