Se Maldini e Boban non hanno gigantesche risorse è meglio aspettare gli ultimi giorni del mercato. I tre lavori da artigiano che aspettano Giampaolo

04.07.2019 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Se Maldini e Boban non hanno gigantesche risorse è meglio aspettare gli ultimi giorni del mercato. I tre lavori da artigiano che aspettano Giampaolo

D’accordo, Maldini e Boban, finiti nel frullatore del calcio-mercato di casa nostra, sono dei debuttanti e cominciano a far di conto con le valutazioni esorbitanti di questi tempi esagerati. Se vuoi risparmiare più di qualche milione, è bene attendere l’ultima settimana della finestra estiva, secondo antiche e collaudate abitudini di Adriano Galliani (i famosi tre giorni del Condor). Da questi primi giorni di schermaglie, perché di schemraglie si tratta e non trattative vere e proprie, si coglie al volo una realtà: il Milan attuale non può e non vuole spendere cifre consistenti (35 milioni chiesti per Sensi, Veretout valutato 25 dalla Fiorentina). A questo punto è meglio rivolgersi a un altro mercato, estero, e sperare nei frutti del lavoro di artigiano del pallone richiesto al nuovo tecnico Marco Giampaolo. Di cosa si tratta? Eccolo qui spiegato nei suoi dettagli.

Cominciamo dal centrocampo. Zico, che conosce bene il calcio brasiliano, giura che il ruolo autentico di Paquetà è di interno di centrocampo (“lo conosco da quando aveva 15 anni, non può giocare davanti alla difesa o da tre-quartista ma come mezz’ala”) più o meno, anzi esattamente  quello a cui Gattuso aveva destinato uno dei due rinforzi di gennaio 2019. Allora c’è da chiosare: il maltrattato Rino non ne aveva allora stravolto le caratteristiche del brasiliano. Non solo. Ma a questo punto chi dovrà fare il trequartista? Suso? Ecco il primo impegnativo lavoro di Giampaolo. Il secondo è di sistemare al meglio i ranghi della difesa. L’arrivo di Theo Hernandez del quale sappiamo poco come rendimento, significa che Ricardo Rodriguez può essere utilizzato anche da centrale, all’occorrenza vista la partenza di Zapata e di Abate, come gli è successo con la nazionale svizzera in più di una circostanza. Infine c’è la questione principale: cioè la scelta del regista che nel gioco di Giampaolo è la fonte principale del gioco e dell’organizzazione.

Da quello che si capisce Biglia non rientra nelle caratteristiche reclamate dal nuovo tecnico rossonero. Se riflettiamo al precedente della Samp dove Torreira, arrivato come trequartista, è stato trasformato e venduto a peso d’oro all’Arsenal come play, la suggestione di provare Calhanoglu è scontata. Ma anche in questo secondo caso si tratterebbe di un punto interrogativo perché bisognerebbe prima convincere il turco e poi aspettare i due mesi per ottenere l’adattamento alle nuove mansioni. Il Milan del prossimo torneo può concedere tutto questo tempo? La risposta è no. Anche perché nel frattempo, dal mondo del tifo rossonero, non arrivano segnali incoraggianti di fiducia piena e totale. E qui non c’entra la provocazione di Abatantuono che ha addirittura considerato l’esclusione dall’Europa league –in cambio di un accordo tombale sui sei anni precedenti e un anno in più a disposizione per entrare nei parametri Uefa- una sconfitta clamorosa. Lettura superficiale che però può contagiare come si ricava abbastanza facilmente dalle adesioni alla campagna abbonamenti che non sta producendo numeri significativi.