Sensi, Veretout e le reali strategie rossonere

23.06.2019 00:00 di Fabrizio Tomasello Twitter:    Vedi letture
© foto di Stefano Montesi
Sensi, Veretout e le reali strategie rossonere

Leggere i giornali nel weekend non deve essere stato troppo piacevole per i tifosi del Milan. Spazio alle stimolanti suggestioni madridiste, alle scommesse turche e alle estenuanti trattative con Uefa e Tas, ma anche alle notizie dei primi intoppi - o presunti tali - incontrati sul proprio percorso dai nuovi dirigenti milanisti. Si perchè Stefano Sensi e Jordan Veretout sembrano diretti altrove, anzichè a Milanello come fino a 48 ore fa pareva certo. Secondo le cronache di mercato, i due centrocampisti erano annunciati come colpi già quasi chiusi. Affari blindati grazie al tempismo e alla capacità gestionale di Maldini e Boban.
All’improvviso due nubi minacciose si sono materializzate all’orizzonte rossonero, l’Inter per il centrale di proprietà del Sassuolo e la Roma per la mezzala della Fiorentina, e addio Milan. Inevitabile il susseguente concerto di lamentele, rimbrotti e predicozzi vari dei fin troppo provati fans del diavolo, mai come adesso bisognosi di belle e rassicuranti notizie, non di scippi sul mercato.
La verità è che dovremmo dare tutti il giusto peso a quanto si legge sui giornali e si ascolta in televisione: è vero che Sensi e Veretout erano finiti nelle mire della nuova dirigenza milanista, ma è altrettanto lecito supporre che se da parte di Maldini e Boban è mancato il guizzo finale per chiudere entrambi gli affari è perchè evidentemente sono state fatte altre valutazioni sui progetti di fattibilità. Come ad esempio qualche analisi sul rapporto qualità-prezzo di altri centrocampisti monitorati dai nuovi vertici milanisti, tipo i madridisti Ceballos e Kovacic, il sampdoriano Praet e l’uruguagio Torreira.
D’altronde già nell’editoriale della scorsa domenica avevamo sottolineato che le richieste arrivate dai club in questione (Sassuolo e Fiorentina) apparivano quanto meno sovradimensionate rispetto al reale valore di mercato dei due calciatori. Quindi giusta la frenata, in attesa di conferme ufficiali sull’esito delle due operazioni, perchè ancora nulla è deciso.
E a proposito di chiacchiere moleste, sono delle ultime ore quelle relative all’ipotetica cessione di Patrick Cutrone al miglior offerente sulla base d’asta di 25 milioni. Tirato perniciosamente in ballo nelle trattative con neroverdi e viola come contropartita per Sensi o Veretout, ma anche in una cervellotica idea di scambio sempre con la Roma per l’omonimo Schick, il giovane centravanti lombardo-molisano sembra finito nella loggia dei sacrificabili, in nome del bilancio e del fairplay finanziario. Al contrario dello spagnolo Suso e del portoghese Andrè Silva, fino a qualche giorno fa indicati da tutti come i principali indiziati a riforaggiare le casse di via Aldo Rossi cambiando casacca e adesso invece tornati entrambi al centro del progetto tecnico messo nero su bianco dal neo allenatore Giampaolo.
Anche su questo punto io però andrei cauto. Magari è tutto vero ma potrebbe anche trattarsi di una manovra strategica per non far crollare le quotazioni sia del numero 8 rossonero che dell’ex Siviglia. Personalmente una cosa vorrei ribadirla: fin dal loro primo giorno sul ponte di comando del Milan ho sentito di fidarmi ciecamente della bontà delle decisioni di Boban e Maldini in sede di campagna acquisti. Per quanto mi dispiaccia vedere Sensi in maglia nerazzurra, non cambierò idea proprio adesso.