Senza Milenkovic e Bakayoko il Milan non è da Champions. Spendere milioni per Tomiyasu significa buttarli via. O si rinforza bene la difesa o è meglio lasciar perdere

01.10.2020 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Senza Milenkovic e Bakayoko il Milan non è da Champions. Spendere milioni per Tomiyasu significa buttarli via. O si rinforza bene la difesa o è meglio lasciar perdere

A poche ore dalla decisiva sfida in Portogallo e a pochi giorni dalla chiusura del calcio-mercato è bene essere schietti e non abbandonarsi al solito giochino “speriamo che me la cavo”. No. Qui si gioca il futuro e il rilancio del Milan nella prossima stagione e non solo. Ed ecco il punto. Il piano passa attraverso due appuntamenti: uno riferito alla qualificazione in Europa league da ottenere giovedì sera senza alcuni titolarissimi (Romagnoli, Conti, Ibrahimovic, Rebic) più altri in condizioni precarie (Leao appena rientrato in gruppo, Colombo che è un ragazzino di 18 anni) e uno legato al mercato. Sul primo dobbiamo aspettare, sul secondo invece possiamo fare alcune valutazioni ed esprimere giudizi preventivi. La priorità di casa Milan è il difensore centrale. Dev’essere meglio di quelli attuali a disposizione, meglio quindi di Kjaer (che sta giocando da collaudata ed efficace sentinella del fortino rossonero), di Gabbia (sta maturando partita dopo partita), di Musacchio (prossimo a guarire) e dello stesso Duarte fermato dal Covid ma la cui cifra tecnica è comunque molto bassa. Troppo anche per la cifra spesa, 10 milioni di euro.

Fofana è partito per la Premiere league a una cifra (35+5 di bonus) che francamente non soltanto non è alla portata del Milan ma non li vale proprio. Quindi zero rimpianti. Cosa diversa è invece Milenkovic, 23 anni, puntello di cemento armato della Fiorentina, valutato più o meno la stessa cifra e per il quale gli inglesi del West Ham hanno presentato offerta da 25 milioni. Ho letto un accostamento al Milan del giapponese del Bologna Takeihiro Tomiyasu per il quale ci sarebbe stata una richiesta di 20 milioni in risposta a una offerta da 10 milioni. Signori del Milan: non ci siamo, non ci siamo proprio.

    O il Milan è in grado di migliorare il suo reparto difensivo oppure è inutile spendere soldi per un calciatore di modesto spessore che non aggiungerebbe nulla all’attuale drappello. L’unico che farebbe al caso di Pioli e del rilancio del Milan è appunto il 23 enne serbo della Fiorentina. E se il West Ham è salito a 25 milioni provocando qualche ripensamento in Comisso, bisogna che il Milan ed Elliott stiano con gli occhi aperti, pronti a monitorare la trattativa e a intervenire di conseguenza. Perché è evidente che la Fiorentina senza una cessione eccellente (Chiesa è richiestissimo solo sui giornali) non può procurare a Iachini il centravanti di cui ha necessità assoluta. 

Per completare in modo degno un mercato da lode (riferimento anche alla cessione senza registrare perdite di Paquetà, un “regalo” di Leonardo), il Milan deve effettuare queste due operazioni: prendere un difensore più bravo di quelli a disposizione e completare il quartetto di centrocampisti con Bakayoko visto che Krunic, nei minuti in cui viene utilizzato, non si dimostra all’altezza della situazione e ha ricevuto una sola offerta, dal Friburgo (8 milioni più 2 di bonus) che nel frattempo si è rivolto ad altro indirizzo. Il Milan si ritrova in questa condizione: è come se avendo acquistato una casa bella, in un quartiere elegante, per risparmiare sul budget, non trovasse le risorse per arredarla in modo altrettanto funzionale. Senza quei due rinforzi insomma, il Milan non può competere con Juve, Inter, Napoli, Atalanta, Lazio, e forse anche con la Roma per raggiungere il quarto posto. Il chèvorrebbe dire buttare via i soldi di Tonali e di tutti gli altri. Meditate gente, meditate Elliott!