Serve l’ultimo colpo. Ko Udine, Giampaolo il primo a essere dispiaciuto. Milan cantiere aperto, ma meglio ora che tra due mesi

Direttore di MilanNews.it, corrispondente sul Milan per RMC SPORT. Collabora con il "Corriere dello Sport" e Tuttomercatoweb. Ha collaborato con Sportitalia e INFRONT.
28.08.2019 00:00 di Antonio Vitiello Twitter:    Vedi letture
Serve l’ultimo colpo. Ko Udine, Giampaolo il primo a essere dispiaciuto. Milan cantiere aperto, ma meglio ora che tra due mesi

Comincia ad aumentare la preoccupazione attorno al Milan in queste battute finali di mercato. Lo stallo che sta vivendo il club da quasi un mese è serio, perché non si muove più nessuno in entrata e in uscita. Ma al contrario servirebbero almeno un paio di cessioni e soprattutto un ultimo squillo in attacco. La campagna acquisti per ora è incompleta, e per questo sono attesi 5 giorni di fuoco da qui al 2 settembre quando chiude la finestra di trasferimenti estiva. Non è ancora giunto il momento del bilancio finale, perché andrà fatto solamente a bocce ferme, però siamo sinceri quando affermiamo che ci aspettavamo qualcosa in più da questo mercato. Ma c’è ancora tempo, e sappiamo che la dirigenza sta lavorando molto in sede per provare a sbloccare la situazione con l’Atletico Madrid per Angel Correa, o magari puntare su qualche nome a sorpresa (difficile). Il problema è sempre l’offerta economica che i madrileni reputano troppo bassa, perché rispetto a un mese fa sono cambiate le posizioni. Il Milan contava di offrire all’Atletico una cifra che avrebbe ottenuto con la cessione di Andrè Silva, ma senza la partenza del portoghese, o altri giocatori, non riesce a raggiungere la richiesta degli spagnoli. L’intoppo è proprio qui, e ora si provano via alternative per tentare l’Atletico come l’inserimento di bonus oppure percentuali sulla futura rivendita. Senza cessioni il Milan sta trattando al ribasso per ottenere Correa alle migliori condizioni economiche.

In tutto questo l’esordio in campionato è stato un flop e il primo ad essere dispiaciuto è proprio Marco Giampaolo. Il tecnico si aspettava un approccio diverso a Udine, e fondamentalmente ha capito dopo novanta minuti di aver dato per scontato alcune alchimie in attacco che non si sono mai formate realmente. I campanelli d’allarme durante l’estate, quando il Milan segnava a fatica in amichevole, non sono stati accolti e dunque è arrivato questo brutto scivolone alla Dacia Arena.

Giampaolo sta pensando di cambiare l’attacco, soprattutto per rendere Piatek più attivo e metterlo nelle condizioni di fare gol. Non è solo un problema di Suso, ma di come sfruttare bene il Pistolero. Quindi 433 o 4321 in vista del Brescia, cambiamenti che secondo il tecnico saranno necessari nell’immediato per dare maggiore sicurezza ai giocatori che non hanno ancora appreso le sue idee. In effetti si sapeva fin dal principio che Giampaolo avrebbe chiesto tempo per inculcare i suoi dettami tattici, ma in una piazza come il Milan il tempo è sempre relativo, per questo il tecnico è stato meno integralista del solito e ha pensato di rivedere le sue idee per adattare il modulo ai giocatori. Sarà una mossa momentanea in attesa che i nuovi trovino maggiore feeling e s’integrino al meglio nel collettivo, cominciando a capire ciò che chiede l’allenatore. La sconfitta di Udine è stata brutta, a tratti prevedibile perché in molti avevano intuito le difficoltà quando in settimana era stata annunciata la probabile formazione con diversi elementi fuori ruolo. Ma è stata un sconfitta salutare perché Giampaolo con intelligenza ha capito di dover cambiare qualcosa prima che sia troppo tardi. Il Milan ha perso una partita, come capita spesso nelle ultime stagioni (5 ko negli ultimi 8 anni) ma non tutto è perduto. Serve una reazione per ripartire immediatamente.