Situazione Gattuso: Rino non così in bilico, ma Leo e Maldini avrebbero dovuto prendere posizione. Higuain: lo sapevi dove stavi andando. Ma serve migliorare la produzione offensiva

24.12.2018 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:   articolo letto 48699 volte
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Situazione Gattuso: Rino non così in bilico, ma Leo e Maldini avrebbero dovuto prendere posizione. Higuain: lo sapevi dove stavi andando. Ma serve migliorare la produzione offensiva

La politica del silenzio potrebbe non bastare più. Dopo la sconfitta con la Fiorentina, nessun esponente della dirigenza – da Scaroni in giù – ha preso la parola davanti ai microfoni delle tv o attraverso i canali social del club per fare il punto della situazione che, come è evidente, è entrata nello stato di crisi. Servirebbe un chiarimento deciso sulla posizione di Rino Gattuso da parte di Leonardo e Maldini. Servirebbe per dare una linea guida su quelle che saranno le prossime due partite contro Frosinone e Spal, che stando agli spifferi, potrebbero costare la panchina a Gattuso in caso di mancati successi. Non si chiede una comunicazione troppo spinta come quella della (fallimentare) proprietà cinese, dove tutto è stato spettacolarizzato oltre ogni limite e poi tornato indietro come un boomerang, ma nemmeno questo silenzio così netto e assordante che lascia tutto l’ambiente al di fuori di Milanello senza una luce da guardare con forza. Davvero Frosinone e Spal saranno così determinanti per il futuro di Gattuso? Se sì, l’alternativa sarebbe rappresentata da un traghettatore o da un allenatore importante? Dubbi che aleggiano nei pensieri dei tifosi e addetti ai lavori.

Detto della chiarezza e della mancata presa di posizione sul momento della squadra, va detto anche che l’emergenza nella quale si è trovato Gattuso è qualcosa che può metterti a dura prova i nervi. Ma c’è una questione legata a Gonzalo Higuain che va risolta una volta e per tutte. Il Pipita sapeva, fin dall’inizio, in che tipo di Milan sarebbe andato a giocare e anche la qualità media della rosa, non equiparabile alla Juventus o al Napoli nel quale ha giocato. Eppure è arrivato con la voglia di mettersi la squadra sulle spalle per aiutarla a uscire dalle secche della mediocrità e indirizzarla sul sentiero giusto, quello stesso sentiero che Elliott ha intrapreso in piena estate, dove ha salvato il Milan da una situazione drammatica visto che non c’erano i soldi per iscriversi al campionato. Higuain non può più e non deve più immusonirsi così con i compagni, perché se Suso è in fase calante, c’è bisogno del Pipita per raddrizzare la barra dei risultati nelle prossime due partite. Dunque, che questo Natale gli porti sotto l’albero un po’ di mal di pancia in meno e un po’ di decisione in più.

Certo, anche la squadra dovrà supportarlo perché la produzione offensiva milanista non brilla particolarmente per rifornimenti puliti alle punte. Spesso, sia che si giochi con una o due attaccanti di ruolo, l’azione si sviluppa ad una distanza troppo ampia tra il terreno di caccia dell’area di rigore e la posizione delle bocche di fuoco milaniste. Nel 4-4-2, ad esempio, Higuain viene spesso in contro al pallone in una posizione che sa più di trequartista che di punta e questo lo porta a stare lontano dall’area. In più va detto che Suso e Calhanoglu non stanno trovando assist degni di tale nome per i compagni d’attacco e questo non è d’aiuto. Va trovata una soluzione, perché il Milan ha bisogno anche di loro.