Sogno Tonali, ma non oso confessarlo. Fondamentali: il nuovo stadio e un nuovo girone d'andata

29.08.2020 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
Sogno Tonali, ma non oso confessarlo. Fondamentali: il nuovo stadio e un nuovo girone d'andata

Continuo a pensare, per senso realistico e per non rimanerci troppo male, che Sandro Tonali non verrà al Milan. Ma mi piace moltissimo che al Milan piaccia un giocatore così. Sandro, così offro materia ai tifosi avversari quando me lo rinfacceranno ma pazienza, ha i tempi del centrale, il petto del centrale, lo sguardo del centrale. E' un Milanista nel cuore, è un atleta solido e maturo. E noto anche che sui giornali fino a due settimane fa, si leggeva che avesse ormai dato da professionista la sua parola all'Inter e che sul tema non c'erano discussioni. Senza illudermi e senza illuderci, da qualche giorno si legge invece di una disponibilità, addirittura di un ok, di Tonali, nei confronti del Milan. Che Sandro abbia capito che il Bennacer dell'Empoli con noi è cresciuto, come invece non è accaduto ad altri giovani che hanno fatto in altre squadre il salto dalla loro realtà alla metropoli? Forse, ma la materia è scivolosa. Nei derby di mercato meglio non entrarci. Se ne esce sempre male, come quando ad esempio lo ha vinto l'Inter con Kondogbia. Quell'estate ci rimanemmo male noi per aver perso il derby di mercato e anche gli avversari perchè pensavano di aver preso Pogba e hanno invece scoperto sul campo che si trattava solo, con tutto il rispetto, di Kondogbia. Stiamone fuori, facciamo esercizi zen e facciamo valutazioni lucide. I nomi che ruotano attorno al mercato del Milan sono buoni e giusti, sono più o meno della stessa sostanza di quelli degli ultimi due mercati. La girandola dei nomi e delle trattative non è da prendere per oro colato al cento per cento: al setaccio, qualcuno arriverà e qualcuno no. Però il corpaccione dei nomi accostati segna una linea, un orientamento, un modo di vedere il calcio. Che è perfettamente in linea con gli ultimi due mercati. L'estate 2019 ha portato Theo Hernandez, Bennacer, Rebic e Leao, mentre l'inverno 2020 ha portato Ibra, Kjaer e Saelemaekers. Nome più, nome meno, c'è la possibilità, una volta scremate tutte le piste, di ritrovarci in casa le stesse aggiunte, la stessa sostanza, alla fine di questo mercato. Quindi bene.

Ma, attenzione: abbiamo tante sfide davanti a noi. Forza e state con la guardia alta. Non siate disinteressati e lontani ad esempio dall'iter del nuovo stadio, non pensiate che sia materia per burocrati. E' tutt'altro in realtà. Il nuovo stadio è fondamentale per il futuro del Milan, per i futuri mercati del Milan. E se la classe politica milanese punta allo 0-0 per arrivare al semestre bianco pre-elettorale e per dirci che a ridosso del voto non si può più fare e decidere nulla, anche voi dovete mettere pressione. Senza il nuovo stadio, il Milan e il calcio milanese al top non ci tornano. Quindi che la politica ci dica sì o ci dica no, ma non faccia la gnorri, non faccia finta di niente e non faccia melina e non fischietti. La vicenda è troppo importante per il calcio milanese, che con le sue 10 coppe dei Campioni è un biglietto da visita cruciale e assoluto per Milano. L'altra sfida è quella del campo. Non dobbiamo far finta di niente rispetto alle amichevoli, rispetto al 2 settembre dei calendari e a tutti i test che ci attendono. Quest'anno, dannazione, dobbiamo partire bene. Nelle ultime 3 stagioni, abbiamo fatto delle gran corse, con tanto di fiatone, per rimediare nel girone di ritorno ai guasti e alle latitanze del girone d'andata. Quest'anno dobbiamo ripromettercelo: dobbiamo fare una stagione, non un girone. Per cui tutti pancia a terra e tutti concentrati, con intensità e fiducia. Da subito. Da adesso. Da ieri