Sprint Milan, grazie a due fattori decisivi. Retroscena su Piatek

Direttore di MilanNews.it, corrispondente sul Milan per RMC SPORT. Collabora con il "Corriere dello Sport" e Tuttomercatoweb. Ha collaborato con Sportitalia e INFRONT.
20.02.2019 00:00 di Antonio Vitiello Twitter:    Vedi letture
Sprint Milan, grazie a due fattori decisivi. Retroscena su Piatek

La stagione è finalmente entrata nel vivo e il Milan va a caccia del terzo posto. Oltre a difendersi da Roma, Lazio e Atalanta, i rossoneri hanno messo nel mirino l’Inter, distante solamente quattro punti. Con un derby ancora da giocare e un calendario lungo, il Milan proverà a spingere sull’acceleratore nelle prossime settimane, sfruttando il momento di grande fiducia che si respira a Milanello. Da anni il Milan non andava così bene, e ora che le grane societarie sono state quasi superate, si può pensare solamente al campo. Il merito di quest’andamento va attribuito a Gattuso e al mercato invernale.

Il tecnico è cresciuto molto, ha sistemato la difesa (è una delle meno battute d’Europa negli ultimi tre mesi), ed è riuscito a sfruttare le qualità di molti giocatori. Gattuso riesce a tenere vivo il gruppo, a farsi capire dai suoi giocatori e coinvolgere anche chi viene utilizzato poco. Non è semplice avere tutta la squadra dalla propria parte, eppure ha superato la tormenta quando gli infortuni hanno colpito 6-7 titolari contemporaneamente, ha spazzato via il fantasma dell’esonero e ora si gode il sereno.

Ma non basta ciò che è stato fatto fino ad ora. Al minimo errore si rischia di compromettere il lavoro effettuato fino ad oggi, ecco perché Gattuso non ama alimentare entusiasmi. E’ sempre concentrato, sempre sul pezzo, e questo gli ha permesso di migliorarsi come allenatore. E’ cresciuto insieme al suo giovane gruppo di giocatori, e poi è stato aiutato anche dal mercato invernale con l’arrivo di due elementi preziosi come Piatek e Paquetà. I numeri strepitosi del polacco sono ormai noti, ma la differenza tra il Milan di Higuain e quello attuale è che prima si subivano troppi gol e si faceva fatica a segnare, ora c’è un bomber che al primo tocco la butta dentro. Poi Paquetà ha elevato la qualità a centrocampo e ora riesce meglio la fase di costruzione della manovra offensiva. Il Milan è sulla strada giusta, ma ciò che non deve sbagliare sono le prossime tre partite fino al derby, quando ci sarà lo scontro verità con l’Inter per il terzo posto.

Il Milan a dicembre si è trovato in una situazione davvero difficile. La società era partita inizialmente con l’intenzione di acquistare un centrocampista e un esterno, ma poi tutto è cambiato quando Gonzalo Higuain con i fatti e le parole ha dimostrato di voler andare via. Leonardo e Maldini hanno cominciato a guardarsi attorno e con il passare dei giorni è completamente cambiata la strategia. Ma chi poteva sostituire degnamente Higuain? I rossoneri hanno sondato il terreno con molti club per comprendere la fattibilità delle operazioni, molte società hanno sparato alle stelle i prezzi dei loro attaccanti. C’è stato un tentativo, tardivo, con Muriel e poi l’idea di Leo: perché non prendere Piatek? Con il Genoa i rapporti sono sempre stati ottimi e anche in estate con l’affare Laxalt i due club avevano dimostrato di poter intavolare trattative in breve tempo. Il Grifone però aveva già parlato con il Napoli per cominciare una trattativa su Piatek in vista di giugno, e voleva trattenerlo in inverno. La chiacchierata tra la dirigenza partenopea e quella genoana era andata bene, al punto che in molti davano la squadra di De Laurentiis in pole position per il polacco. L’inserimento del Milan è stato rapido e concreto, perché 35 milioni in un’unica soluzione, nel mese di gennaio, difficilmente si vede in Italia. La forza della proprietà Elliott è stata proprio questa: agire con forza economica e rapidità, anticipando il Napoli e anche il Real Madird, che stava cominciando ad effettuare i primi sondaggi su Piatek, sempre per l’estate. Ora il Milan si gode l’acquisto e i suoi gol, frutto di un investimento sicuro per i prossimi dieci anni.