Stasera vietato sbagliare contro l’Udinese: per la Champions del Milan e il futuro di Gattuso sempre più solo

02.04.2019 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Stasera vietato sbagliare contro l’Udinese: per la Champions del Milan e il futuro di Gattuso sempre più solo

La nostra tabella, che prevedeva 21 punti in 10 partite per arrivare almeno al quarto posto, è già compromessa. Ne avevamo pronosticato uno contro la Sampdoria e se il signor Orsato avesse concesso quel rigore nel finale forse il pareggio sarebbe arrivato, anche se poi non è scontato che i rigori vengano trasformati, come purtroppo ha involontariamente dimostrato Higuain in occasione dell’ultimo rigore concesso al Milan, contro la Juventus all’andata. Sarebbe riduttivo, però, aggrapparsi a quell’episodio, perché i tifosi più obiettivi hanno riconosciuto che al di là di un altro episodio all’inizio, la paperissima di Donnarumma, la Sampdoria ha meritato di vincere. E lo stesso discorso, purtroppo, vale anche per il derby perso prima della sosta. Anche quella sera il Milan poteva pareggiare alla fine e allora è giusto chiedersi perché la squadra di Gattuso è più brava a reagire che ad agire, a imporre cioè la propria superiorità con il gioco invece di opporsi con il cuore e il carattere alla superiorità altrui? La domanda frulla nella testa, anzi nelle teste, della coppia Leonardo-Maldini che ufficialmente ha cercato di rincuorare Gattuso dopo l’ultima sconfitta, ma in privato si sta chiedendo sempre più spesso se sia lui l’allenatore ideale per il prossimo Milan.

 Raggiunto a sorpresa il terzo posto, mantenuto il quarto grazie ai ripetuti suicidi della Roma, in attesa di sapere se la Lazio vincerà il recupero con l’Udinese, Gattuso non ha alcuna possibilità di rimanere se il Milan alla fine del campionato scivolasse al quinto post. Ma a questo punto potrebbe rischiare anche se arrivasse quarto, perché qualcosa si è rotto nel rapporto tra lui e la società, o meglio tra lui e Leonardo, con il quale è stata firmata una tregua non armata all’inizio della stagione. Quella frase “tra due mesi saprete che cosa farò”, pronunciata alla vigilia della gara contro la Sampdoria, non è piaciuta ai vertici, come non è piaciuto soprattutto a Leonardo, e di riflesso alla società che lo appoggia, l’esclusione di Paquetà poi rilanciato a Genova nel finale e schierato per la prima volta al centro e non sulla fascia. Per non parlare dell’ostinazione a giocare con una punta, rispolverando Cutrone soltanto in emergenza, con un’evidente contraddizione tattica, perché se Gattuso dice che il Milan non può giocare con due punte dall’inizio quando parte dallo 0-0 non si capisce perché lo possa fare quando deve rincorre il risultato. E quindi, da stasera contro l’Udinese, Gattuso deve convincere non soltanto con i risultati per portare il Milan al quarto posto, perché un allenatore si giudica anche da come guida e cambia una squadra. Ecco perché nelle ultime nove partite di campionato, senza dimenticare la finale di ritorno di coppa Italia contro la Lazio e meglio ancora la successiva finale, Gattuso deve far cambiare idea a quei tifosi che sono tornati a mugugnare e soprattutto a chi rischia di voltargli le spalle in società. Perché il suo futuro lo deciderà soltanto la società, non i tifosi e tantomeno noi che continueremo a stimarlo a prescindere dai risultati.