Sul mercato del Milan si scopre un curioso pregiudizio. Perché le cessioni di Cutrone e Silva sono inevitabili

01.08.2019 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Sul mercato del Milan si scopre un curioso pregiudizio. Perché le cessioni di Cutrone e Silva sono inevitabili

Le prime mosse del mercato milanista, eseguite dal nuovo trio (Boban, Maldini, Massara), sono scandite da particolare critica di tifosi e addetti ai lavori. In qualche caso si tratta di scarsa conoscenza della realtà, in altro di un evidente pregiudizio, al momento ingiustificato. Cominciamo a definire la cornice entro la quale il nuovo Milan di Elliott deve muoversi. Primo punto: è da considerare un clamoroso successo politico-legale aver ottenuto dall’Uefa, in cambio della rinuncia all’Europa league, l’accordo tombale sulle passate inadempienze in materia di FFP, riscuotendo un anno in più di tempo per garantire il pareggio (al massimo meno 30 milioni di passivo) di bilancio. Il lavoro diplomatico di Gazidis, perfezionato dall’arrivo in società di Boban, vice-segretario della Fifa e in tempi non sospetti contrario all’applicazione cieca delle sanzioni, hanno consentito questo risultato che sotto sotto ha fatto molto “rosicare” club come Inter e Roma che sono passati sotto le forche caudine di Nyon. Secondo punto: pur avendo ottenuto un risultato del genere e avendo chiuso al 30 giugno il bilancio con un rosso molto consistente (tra 80 e 90 milioni), il Milan non è nelle condizioni di spendere e spandere proprio per non irritare l’Uefa e accorciare la distanza dal risanamento.

         Da queste premesse può nascere un mercato nel quale oltre a rimpolpare la rosa si deve provvedere a qualche dolorosa cessione per guadagnare significative plus-valenze. Donnarumma, il più ambito, è rimasto senza acquirenti. Per Suso, trattato dalla Roma, il Milan ha ricevuto una proposta (scambio con Schik) rispedita giustamente al mittente. I telefonini degli altri in soprannumero, da Biglia a Borini, sono rimasti muti. Andrè Silva e Cutrone sono finiti nella lista dei partenti per evidenti motivi. Il primo è stato ceduto al Monaco che adesso, sventolando un acciacco al tendine rotuleo del portoghese mai notificato alla società di via Aldo Rossi, reclama uno sconto sulla cifra pattuita, il secondo è finito in Premier league per una cifra (18 milioni più 4 di bonus) che viene considerata troppo bassa per le quotazioni folli dell’attuale mercato. La domanda, da semplice osservatore, che rivolgo è la seguente: ma se si presenta un solo compratore, e nemmeno tra i più ricchi di quel calcio, come fa il Milan a strappare un prezzo maggiore? Nota aggiuntiva: la valutazione dell’affare Cutrone, dotato di una cifra tecnica non esaltante, potrà essere fatta solo quando sarà nota l’identità del suo sostituto in rosa.

Ultimo tassello: anche nella costruzione della squadra, a giudicare dall’insistenza di Giampaolo nell’adattare Suso come tre-quartista mi sembra evidente che in testa ha già il piano di schierare Paquetà mezz’ala.