Suso di Cardiff è il frutto del lavoro di Giampaolo. Sarebbe un peccato ricominciare la ricerca del 3/4ista. La lite con Leonardo causa del suo rendimento ridotto

08.08.2019 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Suso di Cardiff è il frutto del lavoro di Giampaolo. Sarebbe un peccato ricominciare la ricerca del 3/4ista. La lite con Leonardo causa del suo rendimento ridotto

È il caso di compiere una circumnavigazione intorno al caso Suso per fare luce sulla vicenda che rischia di provocare un fraintendimento e persino un dissidio improbabile tra Giampaolo e il Milan. Riassunto delle puntate precedenti: 1) nelle prime settimane di mercato Suso è trattato dalla Roma che propone- perciò l’offerta risulterà poi rispedita al mittente- lo scambio con Schick; 2) appena comincia il ritiro lo spagnolo si mette al servizio di Giampaolo disponibile a cambiare ruolo e a inventarsi 3/4ista; 3) i risultati dei primi test sono talmente positivi da spingere Giampaolo a sottoscrivere qualche giudizio impegnativo sul suo conto (“è un fuoriclasse e un calciatore forte la società deve tenerlo”) così da suggerire la scelta d’aver trovato la musa del suo attacco ancora da allestire. Negli stessi giorni, fonti del club fanno sapere ai cronisti di calcio-mercato che la cessione di Suso non è tramontata del tutto anche perché nel frattempo il presidente del Lione ha dichiarato che “Suso è uno dei profili che seguiamo”. A parte il fatto che seguire è un po’ anche mentire, non si può scoprire adesso Suso. Si vuole solo far sapere che si è intenzionati a trattarlo ma senza pagare la clausola prevista a suo tempo (40 milioni).

Negli uffici di Gazidis la visione sul tema è la seguente: va bene Suso 3/4ista, va bene considerarlo, forse con un eccesso di entusiasmo, “un fuoriclasse” ma qui se dovesse arrivare una offerta giusta (da 35 milioni in su) la cessione si può fare. In assenza di cessione è da rinegoziare il contratto. Sul piano formale mi sembra tutto molto corretto. Anche perché Suso e i suoi agenti sono reduci dal tormentato contatto con Leonardo il quale rifiutò di prolungare il contratto allo spagnolo perché ritenne ingiustificate ed esose le richieste economiche. Fu quel dissidio a “smontare” Suso nella seconda parte del campionato di Gattuso. Adesso il quadro finanziario non è cambiato, si è modificato quello tecnico che ha documentato l’abilità di Suso a svolgere altra mansione tattica come si è visto contro il Manchester.

Il mercato, come si può ben capire, riserva sorprese a ogni spuntar di giorno, ogni riferimento al complicato capitolo Lukaku è voluto. E quindi non si può nemmeno escludere che a un certo punto di fine agosto sia il PSG di Leonardo, dopo aver incassato l’assegnone di Neymar, a bussare alla porta di Makdini e Boban per chiedere Donnarumma, consentendo quindi ai conti del bilancio rossonero di realizzare quella plusvalenza indispensabile per mettere subito in ordine i capitoli di spesa da presentare all’Uefa. Detto molto francamente a proposito di Suso, per chiudere il breve viaggio: per una volta l’allenatore ha espresso un orientamento, sarebbe utile accontentarlo. E non tanto per rispetto del ruolo ma solo per mettere a frutto il tempo impiegato per trasformare lo spagnolo in tre-quartista. Dovessero cederlo, bisognerebbe ricominciare da capo e con altro rossonero. Chi ha tempo, come ha ricordato Conte qualche settimana fa all’Inter, non aspetti tempo.