Tonali non è Caldara. Nessuna assenza è più importante di Rebic

17.10.2020 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
Tonali non è Caldara. Nessuna assenza è più importante di Rebic

E' difficile capire il motivo per cui ben quattro allenatori, da Allegri a Gattuso, da Giampaolo a Pioli, quattro allenatori diversi da Gasperini, abbiano avuto tutti lo stesso giudizio su Mattia Caldara. Nessuno si è affrettato a schierarlo e nessuno si è strappato i capelli all'idea di non averlo a disposizione. La spiegazione, da lontano, è che possa essere un giocatore così adatto al calcio di Gasperini, e che il calcio di Gasperini sia così diverso dalla media, che diventa difficile proporlo in contesti e in situazioni tattiche diverse. Questione che non ha nulla a che vedere con la tenuta fisica, perchè gli infortuni stanno a metà fra la sfortuna e le circostanze negative, rispetto alla quali non può che esserci l'augurio a Mattia di riprendersi ancora una volta nel miglior modo possibile, visto che è un ragazzo delizioso e un professionista impeccabile. Ma ne parlo, perchè in 22 anni di Milan raramente mi è capitato di vedere il Milan "sgridato" e rimproverato due volte, come accaduto lo scorso mese di gennaio del 2020. Milan bacchettato sia per l'acquisto di Kjaer che per la cessione di Caldara. I fatti hanno dato ragione al Milan, al netto delle disdette che continuano a perseguitare il ragazzo bergamasco. E ne parlo anche perchè qualcuno potrebbe arrivare a intravvedere nell'impiego che Stefano Pioli sta facendo di Sandro Tonali qualcosa di simile alle prime esclusioni di Mattia Caldara da parte dei Rino Gattuso nella parte finale dell'estate del 2018. Ma: mentre Caldara non veniva schierato. non c'è stata partita in cui Tonali non è stato impiegato. Non solo: la sua estate di allenamenti è stata particolare, Pioli crede in Tonali e il fatto che il ragazzo di Sant'Angelo Lodigiano non parta sempre dall'inizio è semplicemente legato al fatto che Kessie e Bennacer non sono due giocatori qualunque e che per diventare titolari al posto di uno dei due non è semplice per nessuno. Ma se Tonali non è ancora uno dei primi 11 titolari, lo è certamente se si considerano i primi 15 della rosa e questo è già un ottimissimo punto di partenza per Sandro. 

Al fischio d'inizio del derby milanese, bisognerà per forza prendere atto che, al netto delle positività al Covid che indubbiamente ci sono state, l'Inter ha una rosa così forte che la formazione sarà dunque di primo piano e che nessun titolare strategico e cruciale dei nerazzurri sarà stato appiedato dalla pandemia. Bastoni è un giocatore importante ma è anche un ragazzo che può essere sostituito, Skriniar nella difesa a tre è spesso sembrato un pesce fuor d'acqua e potrei proseguire. Insomma, nessun giocatore della spina dorsale dei nerazzurri ha dovuto dare forfait. Ci sarà Handanovic, ci sarà De Vrij, ci saranno Brozovic, Vidal e Barella, ci saranno Hakimi, Lautaro Martinez e Lukaku. Ci saranno tutti, insomma. Mentre nel Milan uno degli undici, uno importante, uno dei giocatori fondamentali del post lockdown rossonero, ovvero Ante Rebic, non ci sarà. La speranza era di poterlo riavere dopo l'infortunio al gomito di Crotone, ma così non è stato e così non potrà essere. Si tratta di una assenza, pesante, significativa, rilevante. Anche decisiva? Dipende, questo dipende. Ma prima del derby si può parlare solo del pre-derby. Del post ne parlerà chi vivrà e vedrà...