Tonali, pesi e misure. Gigio, nessun giallo. Mercato, non è finito. Maldini, mosca bianca

11.09.2020 00:00 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
Tonali, pesi e misure. Gigio, nessun giallo. Mercato, non è finito. Maldini, mosca bianca

Vi sarete accorti come in poche settimane sia sfumato il colpaccio Tonali, conteso tra Inter, Juve e qualche club europeo, finendo declassato a giovane di belle speranze che deve ancora dimostrare tutto e, anzi, al Milan crea sovraffollamento, può costringere Pioli a rivedere l'assetto tattico e mettere in difficoltà Bennacer. Insomma Tonali rossonero non è più una geniale intuizione, ma un bel problema da risolvere. Analisti, opinionisti, giornalisti tifosi come me hanno spesso una maniera singolare per descrivere gli scenari. Non arrabbiatevi, tempo perso. Godiamoci Tonali, come se lo sta godendo l'allenatore.

Il rinnovo del contratto di Donnarumma è complicato. Non ho mai nascosto ottimismo conoscendo la sua volontà di restare al Milan, ma è normale - di fronte a offerte pesanti - che il suo procuratore giochi a braccio di ferro. Le offerte di PSG e Juventus ci sono, ricche, allettanti, per il club rossonero e per il giocatore. Da una parte bisogna ragionare sul fatto che un investimento su un portiere così giovane, destinato probabilmente a polverizzare i record numerici di Buffon e di tutti i suoi colleghi di ruolo della storia italiana, abbia un senso: significa avere in casa il n.1 della Nazionale per i prossimi 15-20 anni. Poi però bisogna quantificare l'investimento. Dall'altra parte c'è un campione di 21 anni che deve sentire il profumo del podio in campionato e della Champions in Europa, ambizioni sportive che marciano di pari passo con quelle economiche, perché PSG e Juventus garantiscono entrambe le cose, al momento. Il contratto in essere ha una durata di ancora pochi mesi, bisogna trovare una soluzione. E ci sono solo 2 vie, non ce n'è una terza se non si vuole perdere Donnarumma: adeguare lo stipendio e fissare la clausola di rescissione a seconda del piazzamento finale della squadra, tanto più alta quanto più in alto arriverà il Milan.

Il mercato finirà il 4 ottobre. C'è tempo per completare la rosa, avendo le idee chiare. E' necessario trovare un'alternativa a Ibrahimovic, anzitutto: non è pensabile che possa giocare tra le 40 e le 50 partite in una stagione. Serve un terzino, data l'unicità di Hernandez, la fragilità di Conte e la considerazione (poca) di cui godono Laxalt e lo stesso Calabria, anche più feroce rispetto ai suoi stessi limiti oggettivi. Poi un altro centrocampista, senza dimenticare che dopo l'anno (alterno, prima nelle prestazioni poi nei comportamenti) con Gattuso, Bakayoko è finito in un club francese ambizioso ma perennemente di retroguardia come il Monaco e non ha nemmeno fatto faville. Al momento, Baka è solo una riserva del Chelsea. Quindi non ho dubbi che il Milan penserà anzitutto ai suoi, di interessi, chiudendo o no la trattativa. Ma se torna, Bakayoko deve ricominciare da capo.

In proposito, mi sembra che alla faccia della sua inesperienza Paolo Maldini (e Massara, e chi adesso in società li sostiene) abbia le idee chiare come pochi. E come pochi gode anche di credibilità, stima e rispetto. In Italia e nel mondo. Un credito altissimo di una mosca bianca che vola a filo d'acqua sul mare di squali: il calcio e il mercato, in particolare. 

Quindi chiudo questo pezzo con grande serenità, perché ogni tema trattato è nelle sue mani. Tranne quello relativo a Tonali, ma se parliamo di tornare a godere di apprezzamenti come il suo iconico dirigente, Maldini può fare poco se non arrabbiarsi come noi, sapendo che il Milan non ha altra strada che tornare a vincere, per tornare ad essere finalmente rispettato.