Tra Sabatini, fake news e lettere all’Uefa: il fuoco amico di Roma contro Milano

11.04.2019 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Tra Sabatini, fake news e lettere all’Uefa: il fuoco amico di Roma contro Milano

Non è assolutamente utile far finta di niente. Roma è il grande nemico calcistico e politico del Milan in materia di rincorsa alla quarta poltrona della Champions league. È vero: l’Atalanta riscuote un grande credito presso la critica e per il recente esame di laurea sostenuto a San Siro contro l’Inter. Ma è Roma a preoccupare molto di più i rossoneri. E adesso proviamo a spiegare tutti i motivi con una ricostruzione molto sintetica. Cominciamo da qualche giorno fa. Sabato scorso, alla fine di Samp-Roma, Walter Sabatini, dg doriano con un noto passato giallorosso, si è lamentato in modo pittoresco della sconfitta subita dai suoi e con i cronisti amici, giunti al seguito della Roma, ha dettato un paio di frasi dal retrogusto discutibile. Ha sostenuto: “Mi avete ….fregato la partita ma so che per il calcio italiano è importante la presenza della Roma in Champions!”. Come i pazienti lettori di milannews hanno potuto verificare, dell’argomento non si è discusso né sui giornali e nemmeno in tv, a eccezione del dibattito promosso in una delle trasmissioni di Telelombardia.

Secondo episodio. Una radio romana, di dichiarata simpatia laziale, ha lanciato nell’etere qualche ora dopo Juve-Milan la “bufala” secondo la quale Leonardo, a fine partita, sarebbe entrato nella stanza dell’arbitro Fabbri e avrebbe protestato in maniera plateale “sbattendo i pugni sul tavolo” addirittura. Naturalmente la fake news, perché di questo si è trattato, è stata smontata sia dal referto dell’arbitro stesso oltre che dal comunicato del giudice sportivo, documenti nei quali non c’è stata traccia alcuna dell’episodio degno di una fantasia sfrenata, a pensar bene. Ma non si è trattato di fantasia.

    Terzo episodio. Nelle pieghe dei resoconti provenienti da Nyon a proposito del secondo deferimento del Milan per il bilancio cinese chiuso il 30 giugno 2018 con un disavanzo di 126 milioni (poi ripianato puntualmente da Elliott, il nuovo azionista di maggioranza subentrato nel luglio successivo), si è scoperto che il prode Pallotta, presidente americano della Roma contestatissimo dalla sua tifoseria, ha inviato all’Uefa un paio di lettere di protesta allo scopo di far accendere i riflettori degli uffici del FFP sul mercato invernale realizzato dai rossoneri che hanno concluso due acquisti, Piatek (dopo la partenza di Higuain per Londra) e Paquetà (per rimpiazzare l’infortunato Bonaventura mai avuto a disposizione a causa del noto infortunio avvenuto a Udine nella stagione precedente).

Tre indizi sono più di una prova dei mezzi leciti e ineleganti che Roma in ritardo in classifica rispetto a Milano, sta adottando per tentare di guadagnare la poltrona della Champions league che vuol dire almeno 50 milioni di quota minima garantita. Perciò è il caso che la dirigenza del club rossonero, qui intesa come Scaroni e Gazidis, oltre che farsi valere a Nyon attraverso la squadra degli avvocati, alzino la voce anche in Lega per denunciare il fuoco amico.