Tre casi da risolvere per Gattuso e per il bene del Milan: Higuain, Pato e Montolivo

18.12.2018 00:00 di Alberto Cerruti  articolo letto 53068 volte
Tre casi da risolvere per Gattuso e per il bene del Milan: Higuain, Pato e Montolivo

Stasera ne sapremo di più, perché stasera il Milan torna in campo a Bologna e dovrà ripartire con una vittoria, contro il carissimo ex Pippo Inzaghi, per difendere il suo preziosissimo quarto posto. Persa l’Europa (League), bisogna ritrovare la strada per tornare nell’Europa che conta, quella della Champions. E per farlo occorrono i gol di Higuain, il grande acquisto dell’estate che non può essere l’ultima vittima dell’altalena mediatica, secondo la quale in poche settimane è passato dal ruolo di uomo decisivo per sognare in grande a quello di pacco-bidone da sbolognare in fretta. Higuain, invece, rimane un grande attaccante che come tutti i grandi attaccanti può attraversare periodi negativi in cui il gol non arriva. Ma appena arriverà il gol tornerà a essere decisivo e il gol potrebbe arrivare già stasera, o al più tardi nelle ultime tre partite del 2018, contro la Fiorentina, il Frosinone e la Spal, che chiuderanno il girone d’andata. Allora, e soltanto allora, si potranno fare i primi bilanci, comunque non definitivi, senza scordare che Higuain, come Cutrone, da soli o in copia, sono i terminali della squadra che hanno bisogno dell’apporto dei compagni. Per questo ho sempre sostenuto che Ibrahimovic da solo non sarebbe bastato, perché il primo ad arrabbiarsi con i compagni, se non lo smarcano o lo smarcano male, è sempre stato lui. E per lo stesso motivo non basterebbe Pato, anche se Pato non ha 37 anni come Ibrahimovic. A parte il fatto che non ha mai avuto il carisma né il peso atletico dello svedese, Pato rimane comunque un’incognita, per due motivi: prima di tutto la sua carriera è stata frenata da troppi infortuni muscolari e poi il campionato cinese è di livello troppo distante dal nostro, anche se per la verità Gervinho sta smontando questa tesi.

Fermo restando che una terza punta di scorta ci vuole, per la serie “meglio tardi che mai”, il potenziamento del Milan nel prossimo mercato deve partire dal centrocampo, per aggiungere ai muscoli di Kessie e Bakayoko le qualità tecniche e le geometrie perdute dopo i kappaò di Bonaventura e Biglia. E proprio perché c’è stata una serie incredibile di infortuni, mi chiedo perché non sia mai stata concessa almeno una possibilità a Montolivo. Gattuso ha ribadito di non averlo mai escluso, ma se l’ex capitano è l’unico che non gioca mai nemmeno un minuto, anche se va sempre in panchina, c’è qualcosa che non quadra. Perché se non è in condizione di andare in panchina deve stare in tribuna, ma se va in panchina qualche minuto finale lo può giocare, a costo di dimostrare di non essere più quello di prima, come probabilmente pensa Gattuso. Invece contro il Dudelange, a San Siro, gli sono stati preferiti Josè Mauri, Bertolacci e Halilovic. Il massimo, o il minimo, secondo i punti di vista. Con una conclusione finale che nessuno può contestare, perché si potrà discutere sulle qualità calcistiche di Montolivo, ma non sulla sua serietà professionale. Nell’era dei social, infatti, Montolivo è sempre rimasto zitto, senza mai tweettare, o far tweettare da amici e parenti, il dispiacere per la sua condizione di separato in casa.