Tre rivoluzioni in tre anni: ora però bisogna ripartire sul serio. Ecco le strategie di Elliott

Direttore di MilanNews.it, corrispondente sul Milan per RMC SPORT. Collabora con il "Corriere dello Sport" e Tuttomercatoweb. Ha collaborato con Sportitalia e INFRONT.
29.05.2019 00:00 di Antonio Vitiello Twitter:    Vedi letture
Tre rivoluzioni in tre anni: ora però bisogna ripartire sul serio. Ecco le strategie di Elliott

Ogni estate una rivoluzione, da tre anni a questa parte. E finché ci saranno continui stravolgimenti non si riuscirà mai a evolvere. Ecco perché ci auguriamo che questo sia l’ultimo, lo scossone finale per dare finalmente il via alla risalita della squadra. L’addio di Leonardo e Gattuso in un colpo solo non è stato facile da digerire per i tifosi, molti legati all’allenatore calabrese e al dirigente brasiliano. Ma dietro ogni scelta c’è un perché. Leonardo ha commesso degli errori soprattutto nei rapporti interni al club, con l’allenatore nel momento cruciale della stagione. Il mercato può essere visto positivo quando si pensa ai colpi Piatek e Paquetà, poi è stato sfortunato con Caldara che si è rotto per tutta la stagione, mentre con Higuian è riuscito a metterci una pezza. Meno brillanti gli acquisti di Laxalt e Castillejo. Eccellente il prestito di Bakayoko. Ma Leonardo col tempo ha visto crescere la figura di Gazidis, e diminuire il suo raggio d’azione nel club, e questo non è piaciuto al brasiliano, così ha deciso di rassegnare le dimissioni quando ha capito di avere poteri limitati.

Gattuso invece oltre a una diversità di vedute sui programmi del club, soprattutto relativi alla campagna di rafforzamento che dovrebbe effettuare il Milan, ha lasciato per eccessivo stress. Sia dal punto di vista fisico che mentale Gattuso ha speso tanto in 18 mesi, e non ha voluto proseguire. Gazidis ha tentato di convincerlo, ma alla fine tutte le parti in gioco si sono lasciate in un clima di grande cordialità e serenità.

Su Maldini invece sono in corso ancora delle riflessioni. Elliott lo vorrebbe trattenere e dargli un ruolo ancora più importante, come direttore tecnico, lui ci sta pensando e potrebbe accettare. Vedremo quale sarà la sua scelta, ma la proprietà vorrebbe continuare con l’ex capitano in società.

I tifosi però si chiedono: ma quali sono i progetti del club? La risposta è nel comunicato diramato ieri con l’ufficialità dell’addio di Gattuso. “AC Milan ora guarda al futuro nel segno della continuità, della stabilità finanziaria e della crescita sostenibile”. Si parte da un concetto fondamentale: Elliott è un fondo molto solido, e già da questo punto di vista il Milan non rischierà mai dal punto di vista finanziario, come invece stava accadendo con i cinesi. Dunque bisogna risolvere il problema con l’Uefa, perché da lì non si sfugge. Si cerca di evitare una battaglia legale per il bene di tutti, così non è da escludere la strategia che vede il Milan fuori dall’Europa League per avere un anno in più nella missione di pareggiare il rosso in bilancio. Non basterà, perché serviranno anche delle cessioni per mettersi in pari. Naturalmente oltre alle vendite ci saranno anche acquisti perché numericamente la rosa ha perso 6 giocatori, si punterà su giovani per valorizzarli ma non per rivenderli, bensì per tenerli in rosa come è accaduto con Piatek e Paquetà. 

Elliott vuole ripartire con una squadra giovane e futuribile, farla maturare senza strafare, compiendo i passi giusti. Ci vorrà tempo? Sicuramente il percorso non sarà semplice. Ma se fosse il modo giusto per ripartire dopo 8 anni in cui il Milan non ha fatto passi avanti? Non dimentichiamo che il decadimento del club è cominciato dal 2011, e da quel momento ognuno ha tentato di metterci una pezza e nascondere la polvere sotto al tappeto, senza mai affrontare il problema seriamente. Bisogna ripartire da zero? Ok, ma che sia la volta buona.  

di Antonio Vitiello