Troppi professori, Giampaolo tiri dritto. La difesa, questa sconosciuta. Giampaolo dopo la sosta: meglio del Milan

14.09.2019 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
Troppi professori, Giampaolo tiri dritto. La difesa, questa sconosciuta. Giampaolo dopo la sosta: meglio del Milan

Marco Giampaolo apprezza e ringrazia per lo zelo, ma il depositario della formazione del Milan resta lui. Se ne è assunto la responsabilità in estate e intende portarla avanti. L'atteggiamento zen dell'allenatore del Milan, non tragga in inganno. Il carattere è bello tosto, non si piega e non si spezza. Se c'è chi si approfitta della sua onestà intellettuale, la tendenza viene notata. Non commentata, nel rispetto di tutte le professionalità, ma certamente notata. A Empoli e a Genova tendeva ad essere lui il professore, a Milano invece ha trovato tanti professori che lo hanno messo dall'altra parte della cattedra. Contro il Brescia, Andrè Silva non è sceso in campo per un capriccio o per una sfida, ma per dimostrare al mondo, come ha sempre sostenuto il Milan, che il portoghese era un professionista integro. E, aggiungiamo noi, che se la trattativa con il Monaco era saltata, è accaduto per motivi esclusivamente economici. Non di altro tipo. Poi è andato tutto bene e Andrè Silva ha lasciato il binario morto in cui si trovava al Milan e al suo posto c'è un nazionale croato vicecampione del mondo che ha una caratteristica precisa: ogni mattina ha più fame della mattina precedente. Ripetiamo, se Giampaolo in maniera corretta e trasparente parla di tempo necessario, di pazienza da portare e di meccanismi da acquisire per i nuovi, non si possono usare contro di lui gli stessi argomenti che il tecnico in maniera leale e corretta utilizza per comunicare. Se il Milan ha tanti giocatori che possono essere schierati in più ruoli, giocatoti duttili in natura (Suso, Paquetà, Calhanoglu, Bonaventura e Castillejo), un perfezionista come lui vuole andare fino in fondo nella loro conoscenza per utilizzarli poi una volta per tutte, davvero e seriamente nell'interesse della squadra.

C'è un reparto che Giampaolo ha battezzato: la difesa. Dove non ci sono dubbi e non ci sono eclettismi. E la difesa schierata ha funzionato per tutta l'estate. Non un muro imperforabile, ma quasi. Se ne sono accorti tutti, sbattendo prima Donnarumma e poi Romagnoli in prima pagina, ai giorni 11 e 12 della sosta per le Nazionali, dopo 11 partite, o 12 se preferite, giocate indefessamente ogni giorno da Piatek, in cui Piatek dal 2 al 13 settembre ha giocato ogni giorno senza segnare ogni giorno. Alla fine dello stuchevole tormentone, anche un pochino di bicchiere mezzo pieno, con la percentuale più alta in Europa di parate riuscite da parte di Donnarumma e con il record italiano della difesa rossonera meno battuta (anche grazie a Rino Gattuso) dell'anno solare 2019. Meglio tardi che mai.

Il Milan dopo la sosta di settembre non vince dal settembre 2014, in generale dopo qualsiasi sosta per le Nazionali non vince dall'ottobre 2016. Qui tocca proprio a Giampaolo far valere il suo trend, migliore di quello del Milan stesso. Negli ultimi 4 anni, al rientro dalle soste in generale, il tecnico di Giulianova ha vinto ben 6 partite, fra cui tre piuttosto importanti contro Inter, Juventus e Milan. E dal momento che il Milan, dopo le soste, ultimamente ha vinto solo contro squadre gialloblu, ripartire bene da Verona è l'unico modo per dare un po' di vacanza ai professori. Che, secondo noi, ne hanno anche un filo bisogno, senza livore e con tanto affetto.