Tutti indifendibili e il probema Suso va risolto

22.03.2019 00:00 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
Tutti indifendibili e il probema Suso va risolto

Dopo 2 derby così, nessuno è difendibile. La botta è stata violenta, inattesa nei modi e nei termini. Tutte le premesse oggettive per spazzare via l’Inter, eliminare la Roma dalla corsa e mettere in congelatore 3. posto e Champions, sono finite in un tritacarne che ha spappolato anche il cuore dei tifosi rossoneri. Svanita l’anima, frullate le certezze, sbattuti in faccia limiti e pochezze. Con tanto di umiliante teatrino in panchina tra il permaloso Kessie e l’inopportuno Biglia. 

Non è accettabile che questa squadra sappia fare una cosa sola, abbia un solo modo di interpretare tutte le partite, sia inchiodata a un’unica idea. Non può bastare una volta un Saponara, una volta un Vecino, una volta Zielinski che si incuneano tra le linee, per far saltare il castello. Se il problema è mentale e quindi legato anche alla duttilità, della squadra o dell’allenatore, è difficilmente risolvibile a prescindere dalle caratteristiche di ciascun giocatore. Una filosofia di gioco va interpretata e messa in pratica, ferrea eppure malleabile il più possibile con una opportuna versatilità che riguarda prima lo staff, poi la rosa. Non per essere adattata agli avversari, ma alle situazioni.

Se il problema è tattico, e certamente il modulo ne è una parte molto considerevole, va invece risolto. Alla svelta. Drasticamente. Il Milan è crocifisso a Suso, fuori dai denti: giocatore talentuoso, ma che occupa un rettangolo di 5 metri per 30. Gli altri 9 devono occupare il resto del campo disposti, forzatamente, in maniera simmetrica rispetto a lui. Non puoi dare i numeri (4-3-1-2, 3-5-2, 4-4-2...), non puoi cambiare, non puoi fare niente: con Suso lassù a pascolare nei pressi del guardalinee, puoi giocare solo con un centravanti e un’ala sinistra. Anche se non ce l’hai, e allora ti inventi Calahnoglu. Anche il recente accentrarsi un poco più spesso, non ha prodotto vantaggi, anzi pare quasi disorientarlo. Oltretutto, per la quarta volta consecutiva si dissolve nella seconda parte della stagione, quest’anno persino con grande anticipo. Con Suso si può giocare, eccome, soltanto in un modo. A meno che non si adatti a fare il trequartista, la seconda punta, o l’ala destra con un’interpretazione un po’ più ampia nel ruolo e nelle mansioni. 

Questo pensiero mi accompagna da tempo, ma va collocato temporalmente in questi giorni per la precisa ragione che al 46’ del derby di ritorno credo bisognasse rientrare in campo con Cutrone. Era indispensabile smontare quella macchinina creata da Spalletti con Vecino in modalità ape, tra un cactus e l’altro nello smarrito centrocampo rossonero, e ridisegnare il modulo. I cambi invece sono arrivati perché forzati (Paquetà non stava bene) o tardivi, già sul 2-0 quando ormai conta più l’inerzia che la tattica costringendo 3 giocatori ad andare fuori ruolo. Gattuso è onesto e confessa la sorpresa per lo schieramento nerazzurro iniziale. Sono onesto anche io e confesso il mio smarrimento per questo. Se la derelitta Inter è stata capace di trasformare in 3 giorni una bagnarola in un suv, semplicemente spostando un pedone avanti 10 metri sulla scacchiera, e il lanciatissimo Milan frastornato non ha disinnescato il petardo...Beh, spostare Suso non sarà sufficiente.