Uefa-Tas: la strana attesa Boban-Maldini: ci sta tutto Sensi: che peccato

22.06.2019 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
Uefa-Tas: la strana attesa Boban-Maldini: ci sta tutto Sensi: che peccato

C'era una volta la grande attesa. Questa è stata invece la settimana della strana attesa. Viene scritto un articolo autorevole e inizia il count down per il patto esclusione dall'Europa League-pareggio di bilancio al 2022. Tutti infoiati, tutti sicuri, tutti con la tastiera sotto le dita. Poi non succede nulla e tra le cose più scarse, o più in malafede, che abbiamo letto, c'è quella per cui è il Milan ad esserci rimasto male per il ritardo della comunicazione del Tas. Ma non scherziamo nemmeno. Della vicenda Uefa rossonera, a Casa Milan, non si parla nemmeno davanti alla macchinetta del caffè e nemmeno negli uffici. Per il proprio bene, e tutti sanno quanto sia strategica la questione Losanna-Nyon per il ritorno del Milan ai vertici, tutto il Club sa perfettamente di non dover far trapelare nulla a livello di notizie, di reazioni e di emozioni. E così è stato. Il Milan è stato totalmente estraneo in settimana a qualsiasi spiffero sull'argomento e tantomeno a qualsivoglia tipo di ottimismo o di pessimismo. La notizia è nata da una delle società interessate a prendere il posto del Milan in Europa League ed è stata confermata dall'altra. Si tratta di due società stanche di attendere e quindi l'anomalia del ritardo sul lodo Milan è stata rilanciata per non far cadere nel dimenticatoio la vicenda, per tenerla "alta" a livello di attenzione dell'opinione pubblica. Capiamo perfettamente che per le tifoserie esultare per l'Europa League sottratta al Milan è importante e per le società di riferimento delle tifoserie lo è ancor di più, anche per far parlare un po' meno di un mercato che non decolla. Ma come attende il Milan, si attende tutti. Senza picchiare troppo i pugni sul tavolo.

 

Non sappiamo come finirà e come si snoderà il mercato del Milan. Che ci siano cessioni clamorose entro il 30 giugno, a questo punto, sembra difficile, e il sistema plusvalenze potrebbe riserntirne. Evidentemente non deve essere una priorità del momento. Un fatto è abbastanza certo. Sono Boban e Maldini a dare le linee direttive del mercato rossonero. E i giocatori che arriveranno, proprio per questo, saranno estranei, al mondo autoreferenziale delle amicizie e dei rapporti con i procuratori. E all'inizio di una nuova gestione è giusto che sia così. I gusti di Maldini e Boban sono tecnici e di campo, non di ambiente. Se saranno bravi e fortunati a fare centro e a portare in alto la squadra e l'organico, allora sarà l'ambiente ad andarli a cercare. Ma adesso si fa così e si parte così. Il dialogo con i procuratori è a 360 gradi, senza cordate, senza figli e senza figliastri. Un modo di porsi sereno, attento e consapevole dei paletti e del budget. Si parla di calcio senza pregressi e si vede se c'è la possibilità di portare più o meno avanti una certa operazione. Senza preconcetti e senza pregiudizi. E' per questo che al Milan vengono attribuiti a livello mediatico sia Kabak che Lovren, sia Fofana che Veretout, sia Kramaric che Borja Mayoral. E sarà sempre così, fino a che, magari a sorpresa, si finalizzeranno le operazioni.

 

Sappiamo quanto sia milanista Stefano Sensi e sappiamo, lo ha detto anche lui, quanto ci tenga a venire. Ma se Matteo Politano una estate costa 20 milioni e l'estate dopo Stefano Sensi 35 milioni qualche conto non torna. Sembrano valutazioni ad societam, per usare un latinismo forzato e probabilmente scorretto. Ma l'importante è capirsi. Vero che il presidente Squinzi è sempre stato tifoso rossonero, ma sentirsi prendere anche in giro sul fatto che il Sassuolo è una società amica del Milan anche no. Tantissime vicende degli ultimi anni lo dimostrano. Le vere amicizie, fin dalla gavetta in via Turati, sono altre. Beppe Riso si sta impegnando a fondo e Sensi, ottimo giocatore, ci tiene molto. Ma oggi è tutto molto in alto mare. Non certo per scelta del Milan, ma per cifre e situazione che possiamo definire abbastanza sotto gli occhi di tutti.