Un brusco passo indietro ed esame di maturità fallito. Bisgona esorcizzare la sindrome da "big match". Rino pronto a intervenire sul caso Kessie-Biglia

18.03.2019 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
Un brusco passo indietro ed esame di maturità fallito. Bisgona esorcizzare la sindrome da "big match". Rino pronto a intervenire sul caso Kessie-Biglia

Il serpente è morto quando gli schiacci la testa. Ma se non arrivi a farlo, può colpirti. Il Milan ha avuto la possibilità di farlo, ma si è spaventato e ha permesso ai nerazzurri di mordere e di essere letale. La sensazione è che l’Inter abbia fatto la partita che doveva fare il Milan, azzannando, correndo, pressando e trovando una situazione – Vecino tra le linee – che ha mandato in cortocircuito il già debole e impaurito sistema cerebrale milanista. Un esame fallito, bocciati senza appello, perché è l’ennesimo scontro diretto che i rossoneri non portano a casa. E si conferma quella tendenza, già venuta fuori contro la Roma due mesi fa, che quando c’è da affondare il colpo, la squadra arrivi a rianimare gli avversari. Fa male perdere così, perché per la prima volta il Milan arrivava con i favori del pronostico, con tutta la settimana a disposizione per preparare le partita e con, negli occhi, la prestazione dell’Inter contro l’Eintracht giovedì sera, dove i nerazzurri sembravano alla frutta. Invece hanno saputo reagire e mettere al tappeto il Milan, che ritorna al quarto posto rivedendo la targa interista davanti agli occhi.

Ma quale contraccolpo psicologico ci sarà alla ripresa del campionato? In primis si dovrà chiarire, dentro lo spogliatoio, la questione Biglia-Kessie. Il fatto che siano andati davanti ai giornalisti in coppia ha leggermente mitigato la cosa, ma la faccia di Gattuso e le parole usate da Rino sull’accaduto fanno pensare che, i due, non passeranno un bel quarto d’ora alla ripresa degli allenamenti a Milanello. L’allenatore rossonero ha fatto capire, a chiare lettere, come certe cose non vanno bene e questo non è un atteggiamento che si rifà ad un gruppo che vuole tornare in Champions League. Kessie, però, deve dimostrare rispetto nei confronti di tutti i compagni, perché spesso sono stati loro a difenderlo quando non ha fatto bene. Chiedere scusa sarà il minimo, perché servirà anche lui per centrare l’obiettivo. Vanno ritrovate serenità, lucidità nei muscoli e nella testa, perché il ritorno nella massima competizione europea è ancora nelle mani del Milan, ma per farlo servirà anche riprendere in mano la fase offensiva.

Suso non è in condizione, rallenta e rende prevedibile la manovra d’attacco, mettendo anche fuori tempo un Piatek che ha bisogno di una rifinitura più veloce e più pulita per fare gol. Adesso la sosta dovrà portare consiglio a tutti. Ma questa ferita rischia di rimanere fresca a lungo, soprattutto c’è da evitare che si crei la sindrome da big match. Anche perché c’è una semifinale di coppa Italia da giocare tra un mese e una Champions da centrare.