Un cazzotto che deve dare coraggio a Giampaolo: i tifosi lo meritano. Su Maldini e Boban mi gioco la reputazione. Ultimi sussulti sul mercato mentre a Milano si riparla di Arnault

30.08.2019 00:00 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
Un cazzotto che deve dare coraggio a Giampaolo: i tifosi lo meritano. Su Maldini e Boban mi gioco la reputazione. Ultimi sussulti sul mercato mentre a Milano si riparla di Arnault

Il cazzotto è stato violento. Becao ci ha preso in pieno volto, ma eravamo sulla gambe sin dal primo gong, né guardia bassa né guardia alta, nessun colpo nemmeno ai fianchi di un'Udinese normalissima, solo un po' assatanata (tipo Cesena nell'ultima amichevole). E poi quel dopo match in cui Giampaolo dice: "Bisogna cambiare", che di per sé - badate bene - può essere anche un atto di coraggio e di intelligenza, come lo sono sempre le ammissioni di colpa. Il fatto è però che quella riflessione ad alta voce sconfessa la mia accorata teoria secondo cui la campagna acquisti, la costruzione della squadra, siano sempre state concertate in grande empatia con la dirigenza. Ho sempre creduto, e continuo incrollabile in questa convinzione, che Maldini, Boban e l'allenatore abbiano lavorato insieme sul profilo dei nuovi acquisti. Ecco perché lo smarrimento è iniziato alle 16.35 di domenica scorsa, quando alla lettura delle formazioni ho detto ad alta voce, in diretta a MilanTv: "Siamo già in emergenza. Borini a centrocampo non c'entra, Calhanoglu davanti alla difesa è un azzardo, Suso è un esperimento, Castillejo seconda punta è fuori ruolo e manda fuori ruolo anche Piatek il quale di conseguenza non può fare il centravanti puro". Erano 5 su 11. Troppi per tenere il campo con decoro. Mi sarei aspettato una lettura tempestiva di una partita affrontata tremendamente male con una formazione sgangherata, ma i cambi sono stati classici, mezzala per mezzala, mediano per mediano, seconda punta per seconda punta. La spiegazione era che Bennacer, Krunic, Kessié avevano pochi allenamenti nelle gambe (però in Premier siamo già alla 4a giornata e Mahrez e Mane vengono utilizzati molto almeno in corsa da Guardiola e Klopp...). Non discuto, ma piuttosto di un centrocampo improvvisato in cui lo stesso Paquetà è in evidente ritardo, forse sarebbe stato meglio alternare Krunic e Paquetà da una parte, Bennacer e Kessié dall'altra. Osservazioni espresse in diretta alle 16.38 di domenica, solo per il fatto che suscitava perplessità quel rimescolamento che anche a Cesena (sconfitto 4-1 all'esordio in C con il Carpi...) aveva fatto non poca fatica, finendo con il medesimo score (0 tiri in porta) di Udine. 

Spero che il cazzotto abbia fatto così male a Giampaolo da indurlo a rimettere subito a posto le cose. Anzitutto prendendo atto che qui da 6 anni si alternano allenatori come automobili al casello, ma a parte Donnarumma e Romagnoli, la crescita e la consacrazione della maggior parte degli interpreti non si vede. Non si palpa. Quindi un problema tecnico (e grosso, pure) sicuramente esiste. Sono fiducioso che Hernandez, Bennacer, Leao e Krunic possano dare qualcosa in più, così come Kessié (finalmente), Paquetà e Piatek (mi hanno deluso in Friuli). Su Suso temo bisognerà aspettarsi la solita intermittenza da luce natalizia. Confido che finalmente Conti (quanto ci servirebbe) e Caldara tornino ad essere calciatori professionisti e nel caso Duarte giustifichi l'investimento. Confido che Giampaolo abbia subito un colpo così violento che lo abbia svegliato bruscamente sul pianeta Milan, consentendogli di trovare coraggio nelle scelte e nell'ostinazione, che significa cambiare drasticamente anche in corsa quando il motore è imballato. 

Dopo quello che è accaduto a Udine (e Cesena, e in parte a Pristina) non abbandono comunque la mia linea generale, secondo cui la crescita necessiterà tempo e pazienza perché dal closing farsa con il cinese alla comparsa ufficiale del Fondo Elliott, troppi disastri sono accaduti e hanno bisogno di profondi restauri. La sofferenza è profonda, la fiducia è incrollabile. I tifosi veri ne hanno una montagna, i numeri degli abbonamenti e dei biglietti venduti per Milan-Brescia lo testimoniano ben al di là della speranza di un ultimo, significativo colpo di mercato che non riempia la bocca tanto per riempirla - non sarebbe stato il caso nemmeno di Correa -, ma che aiuti a dare un ulteriore importante raddrizzata alla spina dorsale di questa squadra. Anche perchè è ormai acclarato che su Biglia non si può contare, se non occasionalmente.

Nel frattempo si torna a parlare di Bernard Arnault, proprietario del celebre gruppo di lusso LVMH, da sempre vicinissimo a Elliott e che già nella seconda metà di luglio era stato costretto a una smentita ufficiale. La voce nella Milano della finanza che si sveglia lentamente di rientro dalle vacanze, ha ripreso fiato. Dimostra se non altro che il brand resta attraente e appetibile, nonostante le picconate ricevute dall'estate 2012 e uno scenario cui bisogna avere incondizionata, granitica fiducia in Maldini e Boban per restarve aggrappato alla bandiera. Io ne ho a iosa come per quegli abbonati e quei 50/60 mila che domani saranno a San Siro. E per tranquillizzarvi ripeto: il giorno in cui dovesse esaurirsi, non mi leggerete né mi ascolterete mai più parlare del Milan. Perché su Maldini e Boban non accetto scommesse, mi gioco la reputazione e basta.