Velocità di gioco e centrocampo: questo il vero tema. Operazione Theo. Zero Rangnick

21.12.2019 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
Velocità di gioco e centrocampo: questo il vero tema. Operazione Theo. Zero Rangnick

Il Milan non sta pensando a Ibra. Nel senso che la pratica è chiusa e non dipende più dal Milan. L'offerta è quella: se Ibra accetta, bene tutti felici i tifosi e tutti contenti i dirigenti. Se non accetta e se dovesse partire anche Rebic, si penserà alle alternative, alle opzioni con cui completare il reparto offensivo. Offerta chiara e definita e attesa della risposta di Ibra, non c'è altro da dire e da fare. Ecco perchè le riflessioni più marcate e più profonde sono invece dedicate ad altro. Non sono passate inosservate le tante conclusioni, circa 40, la maggior parte pericolose, con 1 solo gol segnato nelle due partite contro Parma e Sassuolo. La conclusione è che non ci si trova di fronte ad un banale problema di mira o di errori dei singoli. Magari anche quelli, ma l'analisi va oltre. La valutazione che sta facendo il Milan è di altro tipo, va alle radici, alla fonte: come viene fatta circolare e come viene confezionata la palla prima del tiro in porta. La sensazione è che la circolazione di palla rossonera non sia veloce e imprevedibile come dovrebbe. Non certo per un problema di Pioli, che sta facendo bene e che ha trasformato l'inizio stagione un po' esoterico in una squadra vera e sensata. Il tema riguarda i giocatori, la velocità di esecuzione, la velocità della manovra e quindi i conseguenti tempi di flusso del gioco. Ecco perchè il centrocampo potrebbe essere al centro del mercato invernale. Rapporto qualità-prezzo, occasioni ed età permettendo. 

Per le caratteristiche dell'Atalanta, la partita nella quale ci sarebbe stato più bisogno di Theo Hernandez è proprio quella di Bergamo. Ma Theo non ci sarà, per un normale fallo di gioco in avvio di Milan-Sassuolo. Non era un fallo da ammonizione doc, ma l'arbitro lo aveva preso di mira per una mezza protesta precedente. Fatto più unico che raro in una partita di calcio, Manganiello ha continuato a sgridare Theo anche dopo un fallo subito dal giocatore rossonero, nei minuti successivi alla famosa "mezza protesta". Insomma, Theo era stato preso di mira e la sensazione, nostra, mia, non del Milan, è che il direttore di gara sia sceso in campo prevenuto. Probabilmente riteneva di aver favorito un po' troppo il Milan a Verona settembre per l'espulsione di Stepinski, e ha subito voluto riequilibrare le cose. Compreso nel pacco dono anche il tocco di braccio inesistente (inesistente!!!) di Kessie sul gol annullato, guarda un po a chi, a Theo Hernandez. Non sia mai...

Visto che siamo in vena di reprimende e di anatemi, giù le mani dal Milan e dal suo allenatore. Niente di niente. Stefano Pioli sta lavorando bene e se c'è chi, in mancanza d'altro, ha deciso di inaugurare il semestre di destabilizzazione del tecnico rossonero e del suo lavoro, meglio mettere le cose in chiaro. Ralf Rangnick non ha fondamento. Peraltro, lo stesso tecnico tedesco tempo fa aveva già detto chiaro e tondo che, semmai, avrebbe valutato solo Inghilterra e Germania come opzioni professionali, per via della lingua e per altre considerazioni. C'è Atalanta-Milan e non c'è nient'altro.