Viaggio intorno al Correa dell’Atletico. È proprio così indispensabile a Giampaolo? Pregi e difetti di una trattativa tutta da decifrare

15.08.2019 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Viaggio intorno al Correa dell’Atletico. È proprio così indispensabile a Giampaolo? Pregi e difetti di una trattativa tutta da decifrare

Le cronache di calcio-mercato ci informano, ogni giorno, sullo stato dell’arte della trattativa Milan-Atletico Madrid riferita ad Angel Correa, argentino di Rosario, attaccante. Diverse appaiono le informazioni provenienti dai due fronti: secondo le fonti spagnole, l’affare è in dirittura d’arrivo, secondo quelle italiane, è ancora lungo il sentiero prima di giungere al traguardo dell’accordo. Allora forse è il caso di partire da un quesito per sviluppare un ragionamento: siamo proprio sicuri che il Milan abbia un così disperato bisogno del Correa dell’Atletico? Esaminiamo freddamente i vari dettagli dell’operazione. L’Atletico sta perfezionando l’acquisto di Rodrigo prima di liberare Correa che pure ha un curriculum di tutto rispetto: quasi 200 partite e 30 gol nel bottino personale. La sua quotazione, a leggere le richieste di procuratore e ds del club spagnolo, si aggirerebbe intorno ai 50 milioni. Diventerebbe, solo per questo motivo, l’acquisto più ricco della sessione estiva di calcio-mercato del Milan di Elliott. Ultimo appunto sul conto di Correa: può giocare seconda punta e qualche volta intervenire anche da tre-quartista.

Passiamo a esaminare la situazione del Milan. Giampaolo sta lavorando dal 9 luglio con Suso per trasformarlo in un creativo ¾ ista con dimostrazione di ottimo impegno da parte dell’interessato e fin qui risultati, nelle amichevoli, molto incoraggianti. Al fianco del polacco Piatek (a proposito: uno come lui è assolutamente normale che parta col freno a mano tirato, è un diesel nella corporatura e ha bisogno di inserirsi al meglio nei nuovi schemi di Giampaolo per riprendere la mira, ndr) è stato acquistato il portoghese Leao che viene considerato, per età e per talento, in privato da Boban che non è certo l’ultimo arrivato nel giudicare un giovane calciatore, l’elemento con i maggiori margini di miglioramento nei prossimi mesi. A questi tre elementi si può aggiungere, per esempio, Calhanoglu che è sempre stato considerato una mezza punta e che nel Milan di Gattuso ha invece fatto ben altro, rinunciando –da quel che dichiarò Rino- all’idea di essere trasformato in un centrale di centrocampo. Ora se quella casella, di regista cioè, viene occupata dal titolare numero uno che è Bennacer, e dal titolare numero due che è Biglia (caratteristiche difensive), Calhanogu potrebbe trovare posto anche davanti, nel trio d’attacco.

La prima risposta, molto personale, al quesito iniziale è dunque la seguente: non mi sembra che il Milan voglia pagare 50 milioni per Correa e non mi sembra nemmeno che abbia un così disperato bisogno di questo argentino destinato, come mi par di capire dalle prime mosse del nuovo tecnico, a non ricoprire un ruolo da titolare fisso e inamovibile. Allo svolgimento razionale dell’argomento, vorrei aggiungere l’ultima postilla che può sembrare una provocazione e invece è una semplice curiosità. Non sarebbe più utile, ad esempio, l’altro Correa, sempre argentino, già addestrato al calcio italiano, attualmente tesserato con la Lazio? A esaminare le sue caratteristiche e certe perfomances (specie negli scontri proprio con il Milan) sembrerebbe di sì. Ai posteri e ai tecnici l’ardua sentenza.