W il calcio champagne! Cutrone, stai sereno... Il Var dei vigliacchi. La primavera è una fregatura

01.03.2019 00:00 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
W il calcio champagne! Cutrone, stai sereno... Il Var dei vigliacchi. La primavera è una fregatura

Un esercito di esteti, di romantici patrioti, amerebbe vedere un Milan capace di sprigionare calcio champagne e - soprattutto - andare all’assalto, sempre e comunque. Spazzando via gli avversari. Impresa che nella storia recente del calcio, è riuscita solo al Milan di Sacchi, spesso a quello di Ancelotti, a varie versioni del Barcellona. Non al Real Madrid né alla Juventus, capaci (raramente) dell’una o (qualche volta) dell’altra cosa. Anche a me piacerebbe. E, naturalmente, anche a Gattuso che si arrabbia e tuona dopo prestazioni come quella dell’Olimpico. Perché un conto è preparare una partita umile di intelligente attesa, altra cosa è sbagliare regolarmente i contropiede, i passaggi elementari, con un atteggiamento complessivamente troppo timido e molle. Alla fine però bisogna sempre saper collocare i tasselli al posto giusto e qui c’è di mezzo una squadra che, allestita da 2 proprietà diverse attraverso 2 diversi allenatore, in 14 mesi è cresciuta e maturata diventando solida e affidabile. Bisogna avere memoria, neanche così tanta: basta tornare ogni tanto a novembre 2017, semplicemente, per sentirsi orgogliosi e al sicuro, oggi, finalmente. Per sentirsi fiduciosi a oltranza. 

Se Higuain avesse fatto il suo, Piatek non sarebbe arrivato ma, con Paquetà e Bakayoko, il Milan sarebbe comunque dov’è. Anzi forse perfino più in alto se il Pipita avesse fatto 2 gol, solo 2 gol in più a scelta tra Bologna, Frosinone e Torino. Il fatto è che fare la panchina lasciando il posto a uno che ha segnato 200 gol in carriera ci sta. Stare fuori per colpa di un polacco quasi coetaneo e in Italia solo da pochi mesi, suscita fastidio e rabbia. Comprendo Cutrone, faccia le sue riflessioni nei prossimi 3 mesi poi decida. Decida se rimanere protagonista in una società che ha voglia di tornare grande, o andare ad esserlo in una più debole o fare la comparsa in una che grande lo è già. Sia però una riflessione silenziosa, nel senso che il suo procuratore nel frattempo è meglio che taccia. 

Come è meglio che tacciano Marotta e Spalletti, Pioli e tutti quelli che si lamentano del Var, di come viene usato, di quando viene chiamato. Si rischia di trasformare questo mezzo sacrosanto, in nuovo alibi per i vigliacchi, siano essi tesserati o arbitri (e guardalinee) che vi si rifugiano non essendo più in grado di vedere niente da soli, di giudicare niente in prima persona se non con i richiami della mamma. Questo sport è l'unico dove tutti gli addetti ai lavori non si siedono mai intorno a un tavolo, a bocce ferme, discutendo e ragionando con Fifa, Uefa, International Board e Associazioni Arbitrali per regolamentare lo strumento vitale. Nessuno sa, nessuno capisce quando e come debba funzionare, quando come e perché debba essere chiamato, cambiano le regole in corsa (lo sapevate? A fine girone di andata è successo in Italia) senza informazione. Due anni fa Rizzoli girava per le tv nazionali a spiegare. E' scomparso, se non nelle dichiarazioni di circostanza alla Gazzetta o all'Ansa. E' come se i multavelox fossero gestiti comune per comune, provincia per provincia, ognuno come vuole con limiti di velocità diversi, multe di importi diversi, verbali diversi. Il solito caos, cui però non è corretto né onesto né leale fare ricorso unicamente per difendere gli affaracci propri.

Lasciatemi chiudere con un'amara considerazione sul nostro pianeta: sui social tutti felici per la primavera anticipata, il sole a oltranza, temperature miti e in aumento. Al Nord. Mentre al Sud (parlo anche di Europa, non solo in Italia) piogge e maltempo si alternano come negli inverni nordici di una volta. Questa primavera già consolidata da qualche giorno, così anticipata, non è una figata così come non lo è al Sud il maltempo: non lo è né per il territorio, né per l'agricoltura, né per il turismo. Né, soprattutto, per chi non sa cogliere i segnali disperati di aiuto della natura che è arrivata ormai a rovesciare stagioni e latitudini.