Pato, amore e fantasia...e il bello deve ancora venire
Ecco le pagelle di Milan-Lecce 4-0
Abbiati 6.: Gioca più con i piedi che con le mani: eccezion fatta per qualche uscita in presa aerea, le velleità offensive degli uomini di De Canio lo impegnano una sola volta, a pochi minuti dal triplice fischio
Bonera 6: Nel primo tempo deve vedersela con il solo Giuliatto che, quando esce per far posto a Chevanton, lo libera da ogni preoccupazione. Si disimpegna con la consueta sicurezza in difesa e si propone con generosità in fase offensiva. Da segnalare, al 44’, un assist dalla destra alzato troppo da Ambrosini
Nesta 6,5: L’affidabile coppia di centrali rossoneri è tornata, sicura e determinata come e più di prima. Corvia, Chevanton e Piatti non gli creano alcun problema
Thiago Silva 7: Se Nesta è l’esperienza, lui è l’esplosività abbinata ad una sicurezza spavalda che appartiene solo ai grandi. Sfiora il gol con un bolide da 40 metri che trova attento Rosati
Antonini 6: Nel primo tempo, impiega qualche minuto in più rispetto ai compagni per prendere le misure all’avversario e (ri)calarsi nella parte coperta con impegno nella passata stagione: quella del terzino generoso e combattivo a cui non resta che migliorare l’abilità nei cross
Seedorf 6: Sarebbe ingeneroso, oltre che difficile, cercare imperfezioni nello spartito della magistrale esecuzione del centrocampo rossonero. L’olandese è sembrato in palla, attento soprattutto a coprire bene la propria posizione in campo. Nel primo tempo Ronaldinho e Pirlo lo invitano più volte a siglare il gol all’esordio: lui rifiuta da ottima posizione. Finché gli altri accettano al primo colpo…
Pirlo 7: Molte delle sue invenzioni sono così perfette da risultare quasi incomprensibili: la facilità con la quale riesce a servire i compagni in maniera impeccabile, unita all’attenzione con la quale dà l’abbrivo a tante (non a tutte, non più) azioni del Milan, lascia ben sperare
Ambrosini 7: Le geometrie di Pirlo e Seedorf spalancano gli orizzonti del gioco rossonero: lui chiude ermeticamente quelli della manovra leccese. Sfiora il gol in girata sugli sviluppi di una bellissima azione di Ronaldinho (70’ Gattuso 6,5: Rileva il posto e le mansioni da guerriero di Ambrosini, ma si rende protagonista producendosi in un’insolita quanto apprezzabile incursione offensiva che porta al 4-0)
Pato 8: Con un diagonale da applausi, al 17’, inaugura la nuova stagione rossonera. Poi va avanti, la gamba è quella dei tempi migliori, quella che fa fibrillare i tifosi e brucia ripetutamente i giocatori avversari. La firma sul 3-0 è il fischio finale virtuale su un esordio da incorniciare, per lui e per il Milan, che parte col piede giusto e con una certezza non da poco: Pato c’è (76’ Boateng 6: Entra a partita praticamente finita, collezionando qualche buona giocata e mettendo lo zampino nel poker di Inzaghi)
Borriello 6: Nel primo tempo, per il Milan le occasioni fioccano, ma lui finisce spesso trappola delle attenzioni della retroguardia avversaria e – come non capirlo? – del timore di vedere i propri sforzi offuscati dalla stella Ibra. Non è un brocco, Allegri tantomeno, e poi il campionato è lungo. A dire il vero, il gol lo troverebbe pure, dopo un’ora di gioco, ma gli viene ingiustamente annullato (61’Inzaghi 7: Inizia a scalpitare ancor prima di scendere in campo, e finisce…chissà se avrà finito? Dopo 3’ Dinho gli regala un assist al bacio, ma il palo rimanda la gioia per il primo gol della stagione, che arriva più tardi, alla fine di una bella azione Gattuso-Boateng)
Ronaldinho 8: Prendete una buona dose della precisione di Pirlo, aggiungete tanto, tanto estro, sfrontatezza quanto basta e – ingrediente nuovo – un bel po’ di freschezza atletica. Mescolate il tutto e.. buon divertimento. Non smette mai di suscitare applausi e ammirazione, con dribbling, assist (il primo della stagione) e giocate strabilianti. L’America può aspettare
Allegri 7: Questo incoraggiante e largo successo all’esordio porta vividamente impresso il suo marchio: in un mese e passa di lavoro ha messo su un Milan deciso e rapido nella manovra: pochi tocchi e idee rapide. Tutti sono parte del gioco, non si vedono tempi morti, né fantasisti liberi di non coprire

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