MN - Abbiati: "Con Donnarumma credo non sia conclusa, spero Gigio possa ripensarci. Le porte il Milan non le chiuderà mai a lui"

 di Thomas Rolfi Twitter:   articolo letto 58728 volte
Fonte: da Casa Milan, Pietro Mazzara

Christian Abbiati, nuovo club manager del Milan, ha parlato ai microfoni di MilanNews.it durante una Q&A a Casa Milan. Ecco le sue parole.

Su Donnarumma: "La mia opinione da tifoso è quella che comunque la cosa non sia conclusa, che Gigio ci possa ripensare e possa restare al Milan perché è amato da tutti, tutti in società gli vogliono un bene dell'anima e la speranza è che si possa tornare indietro, le porte il Milan a Gigio non le chiuderà mai"

Sul potere dei procuratori: "C'è sempre stato, magari quando un giocatore è in scadenza e la trattativa può essere più lunga: un procuratore deve comunque rispettare la volontà di un giocatore".

Sul modo di reagire di Donnarumma: "Quando succede devi essere bravo a sostenere certe situazioni: Gigio ieri sembra aver accantonato anche la situazione molto velocemente".

Sulla possibilità di tornare al Milan: "Ero felicissimo, la società si sta muovendo bene e sta investendo tanti soldi, il progetto è partito dall'anno scorso ma sta andando molto bene".

Su Plizzari futuro del Milan: "L'ho visto crescere, ha del potenziale, l'ho visto all'inizio, ha ancora margini di miglioramento e se manterrà questo ruolino può solo che far bene in futuro".

Su Gattuso: "È il mio migliore amico, ci sentiamo spesso, ma qui sarei tornato comunque: non mi manca tanto il campo ma il Milan, mi mancavano le persone qui, Milanello, il dietro le quinte".

Se si sente di tranquillizzare i tifosi sulla società: "Assolutamente si, sono stati già fatti investimenti: bisogna cercare di vincere sin da subito ma non è semplice perché vince una squadra sola, bisogna trasmettere i valori rossoneri e dovrò pensarci anche io.

Sul trasmettere i valori del Milan: "Io ho avuto la fortuna di avere gente come Maldini, Albertini e Costacurta quando sono arrivato, che avevamo vinto già molto: la cosa che mi piace è che ogni giocatore quando arriva visiti già il museo per vivere un po' di storia rossonera, dobbiamo saper trasmettere il valore storico di questa maglia.

SulI'essere professionista: "Vuol dire mangiare bene e allenarsi sempre al 1000 per 1000, discutevo sempre negli ultimi anni coi miei compagni sul fatto che ci si debba allenare sempre al massimo anche quando non giochi, questo significa essere professionisti per mettere in difficoltà il mister".

Sui nuovi tifosi: "In Cina, se non ricordo male, abbiamo tantissimi sostenitori. Il mercato mondiale si sta spostando. I tifosi del Milan ci sono sempre stati".

Su Alfredo Magni: "Secondo me è un ottimo preparatore dei portieri, soprattutto per i giovani. Lì fa diventare portieri subito. Con i grandi fa un po' più fatica, ma è un ottimo preparatore".

Sui nomi che girano: "Sono tutti portieri di ottimo livello, fare un nome è difficile perché sono ottimi portieri. La società è il mister faranno la scelta migliori".

Sulla scuola dei portieri italiani: "Diciamo che negli anni 2000 eravamo in tanti di alto livello. Negli anni passati un po' meno. Ora ci sono dei giovani bravi e questo lo vedo come qualcosa di positivo. Giocare a certi livelli ad una giovane età ti aiuta a maturare".

Sull'Idolo da ragazzo: "Zenga, era molto estroverso".

Su come è cambiato il ruolo del portiere: "giocare bene con i piedi. Giocare più alti, c'è una visione moderna del ruolo".

Sulle stagioni al Milan: "La prima è stata la più bella, passando da terzo portiere allo scudetto. La più brutta la 2008-09 quando mi sono rotto il ginocchio".

Sul rapporto coi social: "Non ho niente e non voglio avere niente: sono vecchio stampo".

Sull'addio al Milan: "Mi sono fermato un attimo e ho detto basta, sentendo i miei compagni in questa stagione ho avuto un po' di rammarico perché mi hanno parlato di uno spogliatoio con ragazzi seri e persone serie".