Biasin: "Milan, i fissati sulla questione cinese e un futuro grandi-nomi"

 di Matteo Calcagni Twitter:   articolo letto 27373 volte
Fonte: estratto dall'editoriale di Fabrizio Biasin per Tuttomercatoweb.com
© foto di Alessio Alaimo
Biasin: "Milan, i fissati sulla questione cinese e un futuro grandi-nomi"

Oggi si parte da qui, ovvero dal Milan. Non perché ci sia chissà quale notizia da dare legata al mercato, ma perché siamo al punto di non ritorno per quanto riguarda la situazione “cinesi sì, cinesi no”. O meglio, ha stufato l’accanimento dei negazionisti, che magari avranno pure ragione, ma non al punto di voler imporre la loro idea “a prescindere”.

“I cinesi non esistono perché rimandano”, “perché c’è il passaggio di denaro dalle Isole Vergini”, “perché non confermano né smentiscono”. I cinesi non esistono “perché è tutto strano”. Ma si può dire che una cosa non esiste “perché è strana?”. Per carità, dubbi se ne possono avere a iosa, così come è doveroso indagare per capire se la faccenda “paradiso fiscale” nasconda illegalità di qualche genere, quel che è sbagliato è che non si può impugnare il documento abilmente scovato dall’ottimo Matteo Spaziante di “Calcio & Finanza” per dire “l’affare non esiste”, così come non si può dire a prescindere che “è tutto un magna-magna”, a meno che non si abbiano delle prove. Le prove, al momento, non ce le ha nessuno, eppure tutti puntano il dito “perché è tutto strano”. Mah.

Ci fosse uno che, per esempio, avesse spostato l’attenzione su un altro aspetto, forse più centrale in questo momento specifico: il Milan - cinesi sì-cinesi no - in caso di qualificazione alle coppe europee, a giugno avrà i suoi problemi per le note questioni legate al fpf (le stesse che hanno coinvolto l’Inter lo scorso anno, per intenderci). A quanto risulta, il club rossonero potrebbe non aver concluso la procedura di “Voluntary Agreement” (la formula che consente di trovare un accordo con l’Uefa prima che intervenga l’Uefa stessa) e rischia – sempre in caso di qualificazione alle coppe – di dover pagare una pesante sanzione e di dover “promettere” il pareggio di bilancio in 2 o 3 anni. Nulla di drammatico, soprattutto in caso di closing e conseguente pioggia di milioni, ma certo non il miglior modo di iniziare la nuova avventura per Marco Fassone che insieme a Mirabelli ha già compilato una lista di nomi di primissimo piano per il Milan che verrà e non è passato "tra quelli che dubitano dei cinesi" come qualcuno ha voluto far credere.