Dal Torino al Torino, il Milan di Montella ora è squadra: l'Aeroplanino vola ma non esagera

 di Matteo Calcagni Twitter:   articolo letto 13309 volte
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
Dal Torino al Torino, il Milan di Montella ora è squadra: l'Aeroplanino vola ma non esagera

Domani arriverà il Torino a San Siro, in un complicato ottavo da dentro/fuori di Coppa Italia, per una partita ricca di sfaccettature e storie. Impossibile non pensare al ritorno (per la seconda volta) di Mihajlovic a San Siro, così come le reminiscenze legate all'esordio di campionato, proprio contro i granata a San Siro. Il tutto è accaduto poco meno di cinque mesi fa, ma da allora sembrerebbe essere trascorsa un'eternità: quel Milan aveva ancora addosso tante scorie risalenti alle ultimi stagioni e aveva la necessità di riacquisire convinzioni e fiducia. La prima sfida, che ha fatto riemergere tanti degli spettri passati, ha però significato molto per il prosieguo della stagione, a partire dal rigore parato da Donnarumma a Belotti nei minuti di recupero. Concetto espresso anche da Montella in conferenza stampa: "La parata di Donnaruma sul rigore di Belotti può aver dato maggiori certezze alla squadra. Noi siamo cresciuti molto nei mesi successivi".

TRANELLO SUPERATO - Ad agosto erano in pochi a credere nelle potenzialità di questo Milan, figuriamoci ad ipotizzare un possibile successo in Supercoppa contro la Juventus, universalmente definita schiacciasassi del campionato. Eppure quel trionfo, ottenuto non per caso ma dopo una prova di spessore, poteva comunque pesare nelle teste dei giovani rossoneri, come se inconsciamente si pensasse ad una sorta di traguardo raggiunto. Il tecnico campano ha lavorato molto su questo aspetto e l'approccio avuto contro il Cagliari ne è la chiara dimostrazione."La vittoria della Supercoppa è quasi cestinata, - Ha dichiarato l'Aeroplanino - pensiamo solo al campionato e ora alla Coppa Italia. Bisogna crescere sempre, mai accontentarsi".

SENZA ESAGERARE - Il tema delle due punte non è certamente inedito e ha accompagnato tanti allenatori rossoneri nel corso degli anni. Vincenzo Montella gioca col 4-3-3 che è tutto fuorché un modulo difensivo, ma negli ultimi tempi si è a lungo ragionato sulla possibilità che Bacca e Lapadula giochino assieme. Il doppio centravanti è un concetto che affascina tifosi ed addetti ai lavori, ma non si sposa con l'equilibrio fin qui dimostrato dal Milan dell'allenatore campano, capace di controllare le partite ed affondare in maniera ragionata. Era facile prevedere, nonostante il gol propiziato da un duetto Lapadula-Bacca, che Montella avrebbe proseguito sulla precedente linea: "Con le due punte, abbiamo risolto la partita. E' una forzatura perchè non abbiamo una terza e quarta punta, ma è una possibilità. La squadra crea tanto perchè ha un giocatore in più a centrocampo, con due punte magari arrivano meno palloni in avanti".