Gazzetta - Fassone: “Donnarumma voleva restare, ma alla fine ha deciso Raiola. Nessuna minaccia di Mirabelli. Pronti a riaccogliere Gigio”

 di Enrico Ferrazzi Twitter:   articolo letto 80614 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Gazzetta - Fassone: “Donnarumma voleva restare, ma alla fine ha deciso Raiola. Nessuna minaccia di Mirabelli. Pronti a riaccogliere Gigio”

Marco Fassone, ad del Milan, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport nella quale ha commentato così la decisione di Gigio Donnarumma di non rinnovare il suo contratto in scadenza tra un anno: “Mi pare abbastanza semplice: giocatore e agente hanno fatto una valutazione tecnica ed economica, ritenendo di rivolgersi in futuro a un club con pedigree più altolocato e maggiore disponibilità finanziaria. Raiola vuole valorizzare economicamente il percorso del giocatore e intende spostarlo per massimizzare i ricavi. Per l’assistito e per se stesso. In realtà Gigio ci assicurava di voler restare. Fin dal primo giorno dopo il nostro insediamento abbiamo iniziato a parlare sia con lui, sia con Raiola. E mentre Raiola tendeva sempre a rallentare, il giocatore ci diceva di volere il Milan. E ce lo diceva guardandoci fissi negli occhi. Era assolutamente sincero. Alla fine ha prevalso la linea dell’agente e io sono convinto che in cuor suo Gigio non sia convinto della decisione presa. Se quindi tutto ricondotto a Raiola? Ma certo. La decisione è sua. Ha usato la sua influenza, e lui su Gigio è molto influente. Pensateci un attimo: un ragazzo di 18 anni e un procuratore importante con grande personalità. Come poteva finire? Certo, quando guardavo il ragazzo negli occhi una buona dose di speranza che tutto finisse bene ce l’avevo. E invece...”.

DICHIARAZIONE DI GUERRA - Nelle ultime ore, Raiola ha attacco Mirabelli, ma Fassone non ci sta: “Be’, se lui attacca Mirabelli, attacca tutto il Milan. Quindi la dichiarazione di guerra è la sua. La verità è che Raiola va contro Mirabelli perché vuole scavare un solco all’interno del Milan. Ma si sbaglia di grosso: io e Massimiliano lavoriamo insieme da anni e abbiamo un grande rapporto, quindi il giochino non funziona e non riesce. Perché questo scontro tra i due? Perché Mirabelli non è uno che scende a compromessi. E’ un professionista onesto, competente e leale. Minacce? Non mi risultano. Posso solo dire che nell’incontro di Montecarlo, dove era presente anche Gigio, magari i toni si sono un po’ inaspriti. Ma devo anche dire che noi in quell’occasione abbiamo portato loro una proposta economica molto importante, che li aveva sorpresi positivamente. Ecco perché ero ottimista che avrebbe prevalso il sì. A Gigio ho anche detto: “Pensaci un attimo, se rinnovi ti ritrovi diecimila persone sotto la sede’”.

FUTURO - L’ad milanista non ha poi escluso un eventuale riavvicinamento a Donnarumma: “Gigio lo amiamo tutti e abbiamo provato a trasferirgli il sentimento in ogni modo. Le dirò di più: il Milan ancora oggi sarebbe pronto a riaccoglierlo a braccia aperte. Anche i tifosi più incavolati. Dico che se ricevessimo una telefonata in cui ci viene prospettata l’ipotesi di sedersi di nuovo per riparlarne, lo faremmo senza problemi. Da parte nostra la disponibilità di riprendere a parlarne c’è. Certo, Raiola è stato molto netto, ma non escludo che le parti si riparlino e si rivedano. Ovviamente, quando si riaggregherà alla squadra, parleremo anche col giocatore. Futuro in tribuna per Gigio? E questo chi lo dice? E’ vero, noi stiamo cercando un altro portiere potenzialmente titolare, forte, in modo che l’allenatore non rischi di trovarsi con un giocatore con la testa da un’altra parte. Ma le gerarchie le stabilisce Montella, se lo facessimo noi invaderemmo le sue competenze. Non c’è alcuna preclusione per vedere Donnarumma titolare, l’equazione permanenza-panchina va smontata”.