Gigio, sei a un bivio: scegli, l'amore dei milanisti o Raiola?

 di Thomas Rolfi Twitter:   articolo letto 63791 volte
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Gigio, sei a un bivio: scegli, l'amore dei milanisti o Raiola?

Chissà cosa avrebbe risposto Gianluigi Donnarumma se qualcuno due anni fa gli avesse prospettato come scenario futuro per la sua carriera ciò che sta effettivamente accadendo in questi giorni. Probabilmente Gigio avrebbe sorriso. Esattamente come ieri sera, a chi gli chiedeva di sorridere al termine della partita della nazionale U21. Mai e poi mai avrebbe pensato ad abbandonare il Milan, la squadra di cui è tifoso sin da quando è bambino. Eppure in questi giorni la frattura con il club rossonero sembrava insanabile. Trascorse 72 ore, però, c'è stata una grossa apertura da parte del Milan, ma anche lo stesso Mino Raiola non ha chiuso definitivamente le porte a una possibile, clamorosa, riapertura della trattativa. Gigio, ora, si trova a un bivio: dipende unicamente da lui, il suo agente si è capito per cosa spinge.

LA VERSIONE DI RAIOLA - L'impressione è che Mino Raiola, solitamente impeccabile e freddo calcolatore, abbia sottovalutato il caso Donnarumma. Mai prima di ieri aveva chiamato a raccolta in fretta e furia una schiera di giornalisti selezionati per spiegare le motivazioni della scelta di un suo assistito. Nella sua casa di Montecarlo si è preso tutte le responsabilità della decisione di Donnarumma di non rinnovare con il Milan, sostenendo che si era creato un clima troppo ostile, fatto anche di minacce, che lo ha costretto a consigliare allo stesso portiere di non sedersi al tavolo a trattare con il club rossonero, nonostante la volontà di Gigio fosse inizialmente quella di restare senza il minimo dubbio. Lo striscione della Curva Sud, preso ad esempio da Raiola per dimostrare il presunto clima ostile nei confronti di Donnarumma, è stato usato come esempio per dimostrare che la società non abbia difeso il proprio tesserato. Il lenzuolo srotolato davanti a Casa Milan recitava: "Non si accettano ricatti, avanti A.C. Milan".  Lampante il riferimento allo stesso Raiola e non contro il giocatore.

LA VERSIONE DEL MILAN - Se da una parte c'è l'impressione che Raiola sia un po' in difficoltà, dall'altra la posizione del Milan sembra essere salda, sostenuta compatta come non mai da tutto il popolo rossonero. Marco Fassone non ha usato giri di parole: "Tutte le volte che ho parlato con Donnarumma ho sempre avvertito un ragazzo innamorato del Milan e che voleva restare qui. Purtroppo credo che poi abbia un po’ subito la decisione del suo agente. Gigio avrebbe sperato un finale diverso e chissà che non possa esserci qualche sorpresa nel futuro. Credo ci siano poche possibilità, ma mai dire mai, le nostre porte sono aperte".

GIGIO, SCEGLI! - In questo scenario da guerra fredda si inserisce un ragazzo di 18 anni come Gianluigi Donnarumma, travolto da una situazione probabilmente più grande di lui. Siamo certi che la contestazione - pacifica ma dura- del Milan club Polonia nei suoi confronti, abbia scalfito nel profondo anche chi, all'apparenza, dimostra una straordinaria calma olimpica. Rifletti, Gigio. Ci rivolgiamo direttamente a te in queste ultime righe: come mai i tifosi del Milan hanno reagito così? L'ondata di rabbia che ti ha travolto negli ultimi giorni è direttamente proporzionale a quanto i tifosi del Milan sono legati a te e si rappresentavano in te. Ti hanno amato e ti amano e sarebbero pronti a perdonarti, ognuno con i propri tempi ovviamente, se tu facessi un passo indietro. Sei sempre in tempo per tornare sui tuoi passi, basta volerlo. E' il momento di fare l'adulto e scegliere: o l'amore dei milanisti o ascoltare il 'consiglio' del tuo agente.

Fino a quando ci sarà l'Europeo U21 il Milan lascerà tranquillo Donnarumma, ma la sensazione è che possa non essere ancora stata messa la parola fine sulle vicenda. In caso contrario, la questione Donnarumma sarà servita 'solamente' a ricompattare tifosi e società come non succedeva da tanti anni. Comunque si concluda questa vicenda il Milan ne uscirebbe rafforzato, forse più di quanto si aspettasse.