ESCLUSIVA MN - Longhi: "Non invidio Montella, difficile gestire 11 nuovi. Derby? Rischia più l'Inter"

 di Thomas Rolfi Twitter:   articolo letto 14486 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
ESCLUSIVA MN - Longhi: "Non invidio Montella, difficile gestire 11 nuovi. Derby? Rischia più l'Inter"

La redazione di MilanNews.it ha contattato Bruno Longhi. Con il noto giornalista di Premium Sport abbiamo parlato di come arrivano Milan e Inter al derby, dei problemi che dovrà risolvere Montella, dell'abbondanza di scelte in attacco e se il tecnico rossonero rischia il posto.

Milan e Inter approcciano al derby con due stati d'animo diametralmente opposti. Come arrivano le due squadre alla stracittadina?
"Se guardiamo le prestazioni dell'ultima partita di campionato, tenendo conto anche del differente coefficiente di difficoltà delle squadre affrontate - sembra quasi andar contro controrrente - il Milan ha fatto vedere qualcosa di più dell'Inter, sul piano del risultato ovviamente no. I rossoneri sono stati in partita fino al gol di Dzeko, mentre dai nerazzurri ci si aspettava qualcosa di più sul piano del gioco".

Da dove nascono i problemi di Montella?
"Secondo me i problemi del Milan nascono dal fatto che siano stati acquistati undici giocatori nuovi. Non sarebbe stato facile inserirne nemmeno la metà. Solo l'Inter di Trapattoni nel 1988/1989 inserì cinque giocatori in una volta e vinse alla grande il campionato. Nel Milan il problema è far convivere i nuovi con la vecchia guardia che, dimentichiamo, non è da buttare a mare in toto. Va trovato il giusto equilibrio tra vecchi e nuovi, tenendo un equilibrio tattico senza che abbia scompensi. Lasciar fuori Suso e Bonaventura non è una cosa facile. Montella deve fare l'equilibrista. Deve mettere insieme una squadra forte, equilibrata, nel rispetto di quelli che possono essere i malumori degli scontenti dello spogliatoio".

Quali saranno le scelte di Montella in vista del derby? Si vocifera di un possibile rientro da parte di Suso e Bonaventura contemporaneamente dal primo minuto...
"Se tu vuoi far giocare sia Suso che Bonaventura e giochi con i 5 centrocampisti, si è capito che lo spagnolo non possa giocare, se non come seconda punta. Montella deve prendere una direzione e andare dritto per la sua strada. Conta il modulo, ma anche lo spessore dei giocatori. Il tecnico rossonero ha davanti un bel lavoro, perchè la società gli ha messo a disposizione forse troppi giocatori. Lo dico francamente, non invidio Montella, perchè sono scelte dolorose quelle che deve fare. Perchè qualsiasi modulo scegli, rischi di dover lasciare fuori tanta gente, che poi resta scontenta".

E, per quanto riguarda l'attacco, se il Milan dovesse giocare con una sola punta centrale, chi tra Kalinic, Andrè Silva e Cutrone?
"Montella si è trovato Cutrone, un ragazzo più forte di quanto ci si aspettasse, già pronto per la prima squadra. Questo è un dolce problema, perchè con due attaccanti ne giocano due e solo uno rimane fuori. Se, invece, giocheranno a una punta in vista del derby è difficile dire chi potrà giocare. Dipenderà molto da come imposterà la partita il Milan. Il derby è una partita particolare, l'anno scorso sia all'andata che al ritorno la squadra che sembrava avesse ormai vinto si è trovata con un pareggio al fischio finale".

Domanda secca: in caso il derby non dovesse andare come si augurano i milanisti, può essere l'ultima partita di Vincenzo Montella sulla panchina del Milan?
"Ti rispondo con un paradosso: secondo me rischia più l'Inter del Milan. Premetto che non penso che i rossoneri possano straperdere con i nerazzurri come hanno fatto con Sampdoria e Lazio. Detto questo, un eventuale risultato negativo del Milan significherebbe che la squadra di Montella sarebbe proseguita zoppicando in questo processo di maturazione. Mentre l'Inter, che fa sognare i tifosi perchè è a due punti dal primo posto, probabilmente in caso di mancata vittoria verrebbe bombardata di titoloni sul fatto che abbia fatto punti con squadre deboli nelle ultime quattro e poi abbia trovato difficoltà contro un Milan in crisi. Per cui gli elogi si trasformerebbero subito in critiche. Mentre il Milan più di così non può essere criticato, la caduta la rischia l'Inter".