Licari: "Il Milan di Amorim comincia a vedersi e sembra anche bello, ma è presto per dire missione compiuta"
Fabio Licari, giornalista, si è così espresso su La Gazzetta dello Sport commentando la vittoria del Milan contro l'Atalanta: "La strada è quella giusta, il Milan di Amorim comincia a vedersi e sembra anche bello, ma è presto per dire missione compiuta. Almeno finché i finali saranno una sofferenza come ieri: l’Atalanta era stata sepolta di gioco e di gol, si presagiva una disfatta, poi i cambi incomprensibilmente tardivi di Sarri e l’improvviso immobilismo rossonero hanno cambiato una partita che sembrava finita per ko tecnico prima che per il risultato. Più colpevoli i rossoneri: non si spiega il ribaltone tattico, fisico e psicologico rispetto al “movimentismo” esaltante visto contro il Salisburgo e per un’ora ieri. Come se di partite se ne fossero giocate due. La prima finita 3-0. La seconda 2-0 per l’Atalanta trascinata dai nuovi Gaetano e Zalewski: senza il palo di Krstovic, ora la storia sarebbe diversa. Il secondo successo di fila, un posto al sole in zona Champions e un Rabiot ancora mostruoso fanno dimenticare il resto, però Amorim sa che al suo progetto manca ancora qualcosa. Mentre a Sarri manca tanto, forse troppo.
Non è giusto nascondere tutta la bellezza del primo atto, ma il sospetto è che il calcio totale di Amorim consumi più energie di quanto il Milan possa permettersi. Andranno studiate nuove strategie per reggere 90’. Anche il finale di Salisburgo era stato un po’ al risparmio, gli austriaci avevano preso il comando, ma sembrava una comprensibile gestione dei rossoneri. Resta comunque il Milan trasformista che ha finalmente un’identità e momenti di gioco offensivo, scambi di posizioni e azioni in progressione entusiasmanti".

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