Pasotto: "Ecco con chi ce l'aveva Rabiot nelle parole dopo Milan-Atalanta"
Marco Pasotto, giornalista, si è così espresso su La Gazzetta dello Sport commentando le parole di Rabiot al termine di Milan-Atalanta: "Il dono di centrare subito il punto, senza le solite banalità da dopopartita. Rabiot ha parlato come un allenatore. Anzi, come fanno soltanto pochi allenatori. E Amorim è uno di questi. Forse è il motivo per cui il tecnico portoghese non l'ha percepita come un'invasione di campo o come concetti fuori luogo in bocca a un giocatore. Per dire: tra Spalletti e Bremer, nell'ambito di una dinamica molto simile, è andata ben diversamente. Amorim invece ha spiegato di apprezzare i "giocatori emotivi" e il possibile caso non ha nemmeno avuto il tempo di mettere radici.
Con chi ce l'aveva Rabiot? Beh, non serve decifrare l'interlinea, l'ha detto lui stesso: chi è entrato non ha contribuito a fortificare il ponte levatoio, ma si è fatto prendere a sua volta dall'ansia. Una delusione che è immaginabile abbia vissuto anche Amorim, da sempre sostenitore dell'importanza di chi entra in corso d'opera. In effetti, escludendo Tomori per questione di tempistiche (ultimi cinque minuti), nessuno degli altri subentrati ha avuto una resa sufficiente. Jashari ha perso palloni sanguinosi, Loftus-Cheek non ha dato la robustezza vista a Salisburgo, Hutchinson ha smarrito più palle del lecito, Estupinan ha palesato come spesso gli accade indecisioni in fase difensiva. La freschezza atletica avrebbe dovuto fare la differenza, dare una mano a una squadra in apnea, e invece l'inerzia della partita ha finito per centrifugare tutti".

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