Sabatini: "Lasciamo perdere il gioco di Amorim, il suo calcio, le sue idee, il tempo che ci vuole: ci sono giocatori che fanno la differenza"
Sandro Sabatini, giornalista, si è così espresso sul suo canale Youtube commentando la vittoria per 0-4 del Milan contro il Salisburgo: "Con chiarezza, con trasparenza, con sincerità, con obiettività: è una bella vittoria quella del Milan in Austria contro il Salisburgo, perché al di là del risultato fin troppo ampio – anche se poi il Milan avrebbe potuto segnare perfino qualche gol in più –, resta un risultato che fa impressione, e sono anche tre punti, i primi tre punti in Europa League che fanno bene alla classifica dopo lo shock iniziale contro il Benfica nella prima partita.
Ecco, al di là di tutto questo, c'è comunque una prestazione molto convincente. D'accordo, era il Salisburgo, prevengo subito i ma e i però che vanno ad accompagnare questa vittoria del Milan molto convincente. Sì, il Salisburgo è una squadra modesta, ma non sarebbe giusto mettere in primo piano la pochezza del Salisburgo e in secondo piano la grandezza per una sera del Milan, anche perché è una grandezza non banale, nel senso che è proprio concentrata su alcuni giocatori. Lasciamo perdere il gioco di Amorim, il suo calcio, le sue idee, il tempo che ci vuole. No, andiamo ad analizzare le prestazioni dei giocatori che fanno la differenza. I giocatori fanno la differenza per il gioco e, naturalmente, aspettando anche le conferme in campionato, quello che non si può non notare, partendo dalla difesa, non è Maignan – che è sicuro, se Maignan è sempre sicuro –, oppure De Winter, che è una garanzia ed è molto cresciuto, continua forse a crescere, non in altezza perché già sfiora i due metri, ma in rendimento. Pavlovic è il solito Pavlovic, perfino troppo dispendioso, magari avrebbe fatto meglio a starsene fuori per qualche minuto in più. Non è una sorpresa neanche il rendimento sottotono di Loftus-Cheek e Camarda. È una sorpresa Tomori, o meglio, per come si era messa la stagione di Tomori, è un giocatore comunque ritrovato dopo un'estate in vendita, poi fuori rosa, poi ritorna in rosa, ma vede la panchina, praticamente gli danno un biglietto omaggio per andare in panchina, neanche un minuto in campo se non per il riscaldamento. Guarda, forse per fare il torello perché ne manca uno per fare il torello. No, Tomori è un giocatore che ha un suo perché".

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