Daniel Maldini racconta: "Ho sempre visto mio papà come un supereroe"

Daniel Maldini racconta: "Ho sempre visto mio papà come un supereroe"MilanNews.it
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Oggi alle 01:00Gli ex
di Enrico Ferrazzi
L'ex rossonero Daniel Maldini ha raccontato che da bambino ha sempre visto suo papà Paolo come un supereroe

Daniel Maldini, ex giocatore del Milan che milita ora nel Cagliari, ha rilasciato una lunga intervista a Sky Sport Insider nella quale ha parlato anche di suo papà Paolo e di suo nonno Cesare. Ecco le sue riportate dal sito di SkySport: 

Tu, tuo padre e tuo nonno. Tre generazioni, tre maglie azzurre e un solo cognome. Che cosa provi?
"Sicuramente è motivo di orgoglio. Vestire la maglia azzurra credo sia il sogno di ogni ragazzo, soprattutto da bambino. Anche il fatto che, quando entri, ci siano le foto di mio papà o di mio nonno ti trasmette un’emozione veramente grande". 

Il cognome Maldini è una grande eredità. Oggi lo vivi come un peso o come un motivo d’orgoglio?
"Ormai credo che la questione del peso sia superata. È sempre stato così, quindi sono abbastanza abituato. Per me è più una felicità che un peso". 

Che cosa direbbe tuo nonno Cesare vedendoti oggi in Nazionale?
"Sicuramente sarebbe molto felice e contento. Credo che questa sia la cosa che gli importerebbe di più. Per il resto, tutto viene dopo: la felicità è la cosa primaria". 

Che cosa avresti voluto che vedesse dell’uomo e del calciatore che sei diventato?
"Credo che lui sappia già come sono, quindi ci sarebbe poco da dire. Dal punto di vista calcistico, avrei voluto che vedesse le mie prestazioni in campo. Tutto il resto, secondo me, è meno importante".

Per anni sei stato il figlio di Paolo e il nipote di Cesare. Oggi quanto ti interessa essere riconosciuto per quello che sei?
"Sinceramente, non mi interessa molto. Hanno sempre parlato tanto di me e credo sia normale. Il giudizio degli altri mi è sempre abbastanza scivolato addosso, quindi non mi importa molto".
 
Da bambino vedevi tuo padre come un supereroe?
"Sì, l’ho sempre visto come un supereroe, anche se ho vissuto questa cosa in maniera abbastanza normale. Per me è sempre stato qualcosa di naturale, anche se magari non lo era".