Amorim a Sky: "Non c'è stata partita, dobbiamo fare 'tesoro' di queste serate. Con Maignan parlerò"
Ruben Amorim, allenatore del Milan, è stato intervistato da SkySport al termine di Bournemouth-Milan, match valido per la terza giornata della League Phase di Europa League e terminato 3-0 in favore dei padroni di casa.
Come commenta questa partita?
"Il calcio di rigore ha cambiato la partita. Non abbiamo avuto la possibilità di recuperare da questi due calci di rigore contro. Sull'espulsione il giocatore loro era sulla posizione di Maignan, è andata così, e poi il terzo gol è arrivato ancora da un calcio piazzato".
Avrebbe rifatto le stesse scelte?
"Non c'è stata partita, non c'è stata partita. E non è neanche questione di paragonare il ritmo di questa sfida a quello di Salisburgo. Abbiamo visto tutti la stessa partita: è vero che affrontavamo un'altra squadra, ma è chiaro che non possiamo permetterci di subire un rigore su quel calcio d'angolo e poi finire in inferiorità numerica".
Il Milan non si può permettere che certi uomini d'esperienza come Maignan facciano certi errori...
"È vero. Dobbiamo rimanere in undici contro undici in campo, soprattutto da parte dei più esperti. Però oggi, ripeto, non c'è stata partita. Adesso abbiamo altre gare davanti: dobbiamo recuperare le energie e pensare subito alla prossima. È vero, abbiamo dovuto faticare e correre tanto con l'uomo in meno, provando a pressare, ed è stata effettivamente una prestazione negativa sotto ogni punto di vista e sotto ogni aspetto. Ma ora voltiamo pagina e concentriamoci sul campionato".
Come mai ha scelto di restare sul 5-3-1 dopo l'espulsione?
"Prima di tutto perché i ragazzi conoscono meglio questo tipo di struttura difensiva, quindi volevo lasciarli più a loro agio per poi cercare di spingere maggiormente nei minuti finali, prendendo meno rischi possibili nella fase centrale della partita. In inferiorità numerica è andata così: ho cercato di mettere i miei giocatori nelle posizioni in cui si sentono più a loro agio, per poi modificare qualcosa in corsa con i cambi".
Ha già parlato con Maignan?
"Non ho ancora avuto tempo di parlare con lui. Ora dobbiamo rientrare a Milano il prima possibile per preparare la partita contro l'Udinese, e ne parleremo quando saremo a casa".
Si può fare un bilancio dei suoi primi 100 giorni al Milan, anche dopo questa serata storta?
"Questo fa parte del percorso. Se guardiamo alla storia del Milan, è chiaro, ci troviamo in una posizione diversa. Lì in studio c'è Fabio Capello, che può parlare della storia del Milan e della negatività di una partita del genere: e sono d'accordo, non si può non essere d'accordo con lui. Però ho comunque apprezzato il modo in cui abbiamo lottato, il fatto che ci siamo provati, che ci siamo difesi e aiutati a vicenda. Dobbiamo fare tesoro, tra virgolette, di momenti come questi, renderci conto che il calcio è anche questo e che certe serate storte capitano. Ora bisogna solo pensare alla prossima, cercando di vincerla per cambiare subito l'inerzia di questo momento".
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