Bocci è critico: "Ai rossoneri sono mancati continuità di gioco, freddezza e organizzazione sulle palle inattive"
Sulle colonne del Corriere della Sera in edicola oggi, Alessandro Bocci ha commentato così i due pareggi di Milan e Juventus contro Sassuolo e Cagliari: "Siamo appena alla sesta giornata, ma è già arrivato il momento di chiederselo: per cosa lottano Milan e Juventus? Vincere sempre, per squadre con una tradizione così importante, è una dolce condanna e da qualche anno a questa parte anche un peso che le manda in confusione. Il Diavolo si fa raggiungere dal Sassuolo, dimostrando un’immaturità disarmante dentro una partita complicata che non sa gestire: troppo lento all’inizio e poi incapace di gestire il vantaggio, meritato, firmato da Rabiot. Non basta una mezzora fatta bene, a cavallo dei due tempi. La rivoluzione tattica di Amorim, rinnegata nel secondo tempo, non produce effetti. Mancano continuità di gioco, freddezza e organizzazione sulle palle inattive. E Ramos, letale con il Portogallo, sta diventando un problema.
La Juve il pari lo conquista in rimonta in una notte di sofferenza e grazie al primo gol di Kolo Muani, sino a quel momento irritante. Il francese ha anche la palla del sorpasso, che si ferma sulla traversa. Il Cagliari, fondato sull’arte nobile della difesa, tiene senza neppure troppo soffrire per 80 minuti, poi sbanda. La Signora attacca sempre, ma è incisiva solo alla fine. Amorim è staccato quattro punti dalla vetta, Spalletti cinque. Tempo per rimontare c’è, ma non giocando così. Il nervosismo dello juventino, che alla fine litiga con Pisacane e viene espulso, è la fotografia delle tensioni bianconere".
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