La triste fine di un Impero

La triste fine di un ImperoMilanNews.it
© foto di Pietro Mazzara
giovedì 10 giugno 2010, 17:00Il Mercato
di Marco Orlandi

L'Impero colpisce ancora. Cosi titolava la Gazzetta dello Sport l'ormai lontano 1 settembre 2007, all'indomani del successo del Milan nella Supercoppa Europea contro il Siviglia. Dopo quasi 3 anni, di quell'Impero, capace di tanti successi e conquiste, rimangono soltanto mausolei e monumenti, abbandonati e decadenti (Gattuso, Pirlo, Seedorf, Ambrosini, Inzaghi). Le spoglie del Milan glorioso che fu. Pochi fedelissimi, stanchi e logori, viaggiano verso il tramonto e vivono di ricordi. Alla testa di un Impero, che non spaventa più nessuno, c'è una dirigenza appagata e sazia. Consapevoli di aver fatto la storia, questi stanchi condottieri hanno riposto lo scudo e la lancia e smarrito le idee di conquista e di successo con le quali si erano affermati. Sono arrivate le cessioni dei campioni ( Shevchenko, Kakà), un tempo solo immaginate, oggi all'ordine del giorno.

Inoltre sia coloro che sono rimasti (Pato, Dinho), sia altri che potrebbero arrivare, non provano più fascino e attrazione verso un' idea, quella del Milan, che non convince più. Intanto dichiarazioni d'amore più o meno esplicite (Dzeko, Krasic) sono lasciate cadere nel vuoto. La triste realtà è invece quella di personaggi rinchiusi in gabbie dorate (Jankulovski, Kaladze), destinati a restare finchè contratto non li separi da Noi. Il futuro non sembra sorridere. L'appeal di un tempo sta svanendo e continuando a non vincere scomparirà del tutto. Continuiamo a sperare, perchè dalle ceneri di un tempo che fu si può sempre rinascere. Serve una svolta, non finanziaria, ma soprattutto a livello di idee e programmazione.