L'anticipo di Galli - Diavolo, ad Halloween fai uno scherzetto all’Inter!

L'anticipo di Galli - Diavolo, ad Halloween fai uno scherzetto all’Inter!MilanNews.it
Oggi alle 00:00Editoriale
di Filippo Galli

C’è un po’ di accanimento, mi pare. Mi pare che il tifoso milanista, al risveglio, abbia come primo pensiero quello ditrovare l’errore. L’errore che Ruben Amorim avrebbe commesso o commetterà nella gestione dei giocatori, nella comunicazione, nella scelta della formazione che ha mandato o che manderà in campo e, più in generale, nello svolgimento delle sue attività. Un comportamento forse comprensibile quando i risultati non arrivano; ma che, almeno dal mio punto di vista, mi sembra esagerato considerando che, come ho detto nel precedente editoriale, le uniche scelte del Mister che non ho condiviso sono quelle relative alla formazione opposta al Benfica. 
 
Certo, anche l’insistenza su Estupinan - in generale, e in particolare nella formazione iniziale contro il Bologna - non si comprende a fondo. Ma anche se Estupinan ha delle responsabilità sul primo goal di Mbangula, perché si lascia sfilare alle spalle l’avversario che andrà al cross per l’attaccante rossoblu, non può essere considerato la causa di tutti i mali e non deve essere il capro espiatorio contro cui scagliarsi. Tra l’altro Pervis, con il Bologna, è stato sostituito quando i rossoneri erano ancora in vantaggio per 2-1. Detto che con otto giocatori indisponibili (Terracciano, Gabbia, Saelemaekers, Gila, Rabiot, Chukwueze, Loftus-Cheek e Moreira), le opzioni a disposizione erano ridotte, forse riproporre Diawara terzino sinistro sarebbe stata una scelta più popolare, vista l’ottima prova a Udine del ragazzo che - se non altro - parte senza pregiudizi a sfavore. La gestione del giovane francese mi ricorda quella che Castagner mi riservò nel lontano 1983 quando, ventenne, all’indomani di una buona prova, preferiva darmi un turno di riposo o di “osservazione”, come lo definiva lui, alternandomi tra campo e panchina. Altri tempi, direte, ma tant’è. E forse è servito.
 
Tornando al nostro allenatore, non possiamo addebitargli tutte le responsabilità: se Bartesaghi commette un’autorete perché perde il contatto visivo con la palla e quando lo ritrova è troppo tardi, Amorim può farci poco. Credo invece che ad Amorim, al netto delle debacle subite a Bournemouth e, la più recente, a San Siro con il Bologna, non sia riconosciuto qualche merito per il lavoro svolto. In fondo, guardando ai risultati, siamo stati l’unica squadra a togliere punti alla capolista Lazio e, guardando alla prestazione, in alcune partite siamo stati fluidi e piacevoli, se non con continuità almeno a larghi sprazzi. Sostenere questa tesi oggi è difficile ma, a mente fredda, anche il primo tempo contro il Bologna non è stato straordinario (i due gol sono arrivati un po’ fortuitamente) ma nemmeno da buttare. 
 
Ora voltiamo pagina, però: che la responsabilità sia di Amorim e dello staff, dei giocatori o della Società, quello che conta è arrivare alla partita di sabato sera azzerando le conflittualità e provando (so quanto sia difficile) a sostenere la squadra, ogni componente con gli strumenti a disposizione: la Società, continuando a far sentire la propria vicinanza al tecnico e ai giocatori, e va dato atto a Gerry Cardinale che la sua recente intervista è un monumento di supporto all’allenatore, come in questi anni avremmo desiderato tante volte; lo staff, lavorando sui minimi particolari delle situazioni che ci hanno visto andare in difficoltà: calci piazzati in primis, ma anche alcune transizioni passive troppo arrendevoli; i giocatori, soprattutto, focalizzandosi su ogni dettaglio, costantemente alla ricerca del meglio, vincendo per una notte la fatica fisica e mentale. Ei tifosi? I tifosi, tutti, accompagnando i giocatori con un atteggiamento di positività, fuori e dentro lo stadio. Evitando, se posso dare un suggerimento, di fischiare il singolo, magari all’uscita dal campo, il che vuol dire mortificarlo e renderlo più fragile in futuro: a che pro? Diverso è fischiare la squadra, se pensiamo che non abbia messo in campo il cuore, requisito non negoziabile per i tifosi rossoneri. Anche se a me, personalmente, questa sembra una squadra magari ingenua, ma mai indolente, come invece abbiamo visto nel recente passato.
 
Arriverà gennaio e - ancora Cardinale lo conferma esplicitamente - pare che la proprietà intenda muoversi peraggiungere ulteriore qualità alla rosa. La condizione affinchél’impianto di gioco possa dare esiti positivi con più continuità, mi pare quella di inserire qualche interprete all’altezza dei migliori. Un difensore centrale abile nell’impostazione? Un attaccante? Vedremo.

Sia chiaro, non voglio essere troppo conciliante: non sono contento, e sappiamo tutti quanto sarebbe stato importante arrivare al Derby sull’onda di una vittoria. L’Inter è superiore al Milan, in termini di rosa, di automatismi e di abitudine a giocare per il vertice della classifica, in Italia e in Europa. Arrivarci dopo una sconfitta così netta, che si aggiunge ai sette punti di distacco dalla capolista, significa presentarsi con un ulteriore deficit, quello psico-emotivo, alla partita più importante per il popolo rossonero.

Dal punto di vista tecnico-tattico dovremo fare in modo che quella di sabato non diventi una partita di transizioni, perché daremmo un ulteriore vantaggio all’Inter, dotata di giocatori devastanti in campo aperto (penso in particolare a Thuram). Dovremo saper leggere i vari momenti della partita, tutti insieme, lavorando di squadra, facendo quel famoso passo in più per aiutare il compagno. Dall’infermeria arriva qualche buona notizia: Gila, Rabiot e Moreira dovrebbero tornare a disposizione. Se fossero titolari, e in buona condizione, ci presenteremmo con una formazione competitiva: poi i cinque cambi potrebbero far pendere l’ago della bilancia dalla loro parte ma - come si dice - il derby è una partita a sé. 

La speranza è che, sabato sera, la sera di Halloween, si riesca a fare l’impresa: fare lo “scherzetto” ai nerazzurri! Altrimenti che Diavolo sarebbe?