A proposito di Ibra... Calha: sbilanciamoci. Tonali: Isma e Gabbia indicano la strada

28.11.2020 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
A proposito di Ibra... Calha: sbilanciamoci. Tonali: Isma e Gabbia indicano la strada

Che la "notizia" di Ibra out fino a gennaio per l'infortunio del San Paolo avesse la stessa credibilità della "sola" di Napoli-Milan decisa dall'arbitro Valeri, era un gioco da ragazzi da dimostrare. Il tema adesso è quando rientrerà Ibra...Facciamo così, mettiamoci comodi. Non ho date precise e non firmo cambiali, ma Zlatan dà l'esempio a tutto il gruppo anche e soprattutto in questo: nel lavoro duro e incessante per rientrare il prima possibile. Altissima professionalità. Ci sorprenderà anche questa volta, come a inizio luglio, sul suo rientro. Ibra dà professionalità ed esige professionalità. Se il Milan non avesse una proprietà come lasciano intendere i bene informati di riporto, lui non sarebbe quello che è oggi. Maniacale e intenso nel lavoro di recupero. La proprietà è quella che paga gli stipendi. E pagarli puntuali oggi nel calcio disastrato dal Covid, è da Grande Proprietà. E al Milan può essere solo una. Prendetene atto, fin che potete.

E questa volta il democristiano (mai votato la Balena bianca nella mia vita, giuro, ma tant'è) Suma si sbilancia. Crolla una certezza. Mi sbilancio, sperando che non me lo dobbiate rinfacciare. Ma oggi in verità vi dico che Calhanoglu rinnoverà. Nonostante le voci alimentate ad arte, è un gran professionista, un ragazzo delizioso, che quando sbaglia lo ammette, e un ottimo giocatore di calcio. La considero quindi una buonissima cosa. Per il gruppo, per la dedizione che garantisce. Del resto se Montella, Gattuso, Giampaolo e Pioli non lo hanno tenuto fuori mai nemmeno per sbaglio, un motivo ci sarà. Dai Calha, che sei dei nostri. Il destino non ammette deroghe, è giusto così, al giusto prezzo e nei giusti toni.

Ricordo benissimo quello che si diceva un anno fa di Bennacer: l'avete preso dall'Empoli retrocesso, non ha forza fisica, si fa sempre ammonire. Così come di Matteo Gabbia: è l'ultima scelta, è a disagio, deve andare a giocare altrove per farsi le ossa. A confronto, su Sandro Tonali se ne dicono molte meno. Ma è scritto che il nostro ragazzo farà lo stesso percorso, che nel tessuto buono e sano del Milan di oggi è destinato a evolvere, a strutturarsi, a progredire. I colpi ci sono, come ha dimostrato a Lille e come già aveva dimostrato in Portogallo e a Udine. Nel suo repertorio deve solo impiantare una maggiore velocità di gioco, che sarà sempre più figlia dei meccanismi e del sistema di gioco con cui avrà sempre più familiarità cammin facendo. La rotta la indicano proprio Bennacer e Gabbia. L'algerino sta diventato giocatore di categoria superiore, di altra categoria: fateci caso, non gioca mai indietro, ma solo in avanti. E Gabbia? A Lille la sua miglior partita in maglia rossonera, la crescita è costante e continua. Avanti ragazzi. E occhio alla Fiorentina: mai fidarsi della classifica dei viola, sarà durissima.