Badilate di fine anno: i rinnovi di Calhanoglu e Gigio, Ibra a Sanremo, infortuni, conti in rosso, l'ombra di Boban, il caso Tonali... Lo scudetto a palle di neve

01.01.2021 00:00 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
Badilate di fine anno: i rinnovi di Calhanoglu e Gigio, Ibra a Sanremo, infortuni, conti in rosso, l'ombra di Boban, il caso Tonali... Lo scudetto a palle di neve

Buon anno, anzitutto. Mai nella vita un augurio così di cuore ed esteso alla gente e agli avvenimenti, perché questo pianeta ritrovi equilibrio e vita, si stacchi i respiratori, ricomincino gli abbracci. Gli ultimi giorni di quello maledetto che abbiamo seppellito a mezzanotte sono stati feroci per i milanisti. Non essendo stato possibile frenarne la corsa sul campo, è iniziata una gragnuola di palle di neve che come tali - se non altro - si scioglieranno presto. Qualsiasi cosa riguardi il club rossonero, è un "caso".

Iniziamo dal più comico: Ibra che scappa al Festival di Sanremo per 5 giorni alla faccia dei contratti e della serietà professionale. Non ho mai pensato nemmeno per un secondo che non fosse tutto pianificato con la società, in modo che non influisca sulle sue presenze in campo e sull'allenamento. Stiamo sereni. Proseguiamo con i più spinosi, che tacciano i dirigenti come sprovveduti e ritardatari: i rinnovi di Calhanoglu e Gigio. Per quanto riguarda il portiere, ho sempre espresso la conoscenza approfondita della sua volontà ferrea di restare e Raiola ha questo mandato, continuando a fare il suo mestiere che è quello di portare a casa quanto più possibile. Il resto sono chiacchiere. Il turco è al quarto anno al Milan e da 7 mesi è scatenato: è diventato, senza nessuna ombra di dubbio, uno dei pilastri della squadra. Guadagna 2,5 milioni. Giusto un aumento, anche un raddoppio persino perché è raddoppiato il suo rendimento rispetto ai 3 anni precedenti, percorsi da alti e bassi continui con una media complessiva appena accettabile. Finisce lì (che è un bel finire), a 5 milioni l'anno bonus o non bonus, ma 7 non mi sembra una richiesta ragionevole. Da una parte la supplica di Pioli (e la mia) di non toccare il giocattolo, già preso a martellate da chi non ama questi colori. E poi l'oggettiva considerazione che perderlo a zero a giugno sarebbe un delitto, costringendo a cercarne (e trovarne) uno altrettanto forte. Dall'altra la coerenza di un club che ha intrapreso una politica chiara e netta. Tifo per il rinnovo, naturalmente, ma equo e adeguato. Altrimenti pazienza, morto un Papa... Alle spalle di tutto soffierebbe ancora il vento di Boban, secondo alcuni sempre capace di condizionare - o provare a farlo - i suoi molteplici interlocutori telefonici. Maldini e Pioli non sanno ragionare con la loro testa: non ci sarà mai record né primato capace di scalpellare questa banalità. 

Capitolo infortuni. Fa niente se ne sono colpite tutte le squadre in tutti i campionati, fa niente se non si pensa all'anomalia di uno stop di 3 mesi a primavera, un ritorno serrato da fine giugno ai primi di agosto, alla ripresa dopo una breve vacanza, agli impegni dei rossoneri in Europa League, all'arrivo del freddo che condiziona muscoli e allenamenti: la colpa della situazione attuale al Milan comincia a riguardare il settore medico, e te pareva... 

La raffica prosegue con le pulci ai libri contabili: quando cambia qualcosa nella fiscalità italiana, quando si riparla di FairPlay e di mercato, quando si ritorna ai soldi insomma, i problemi più grandi sono per il Fondo Elliott. Sempre. I conti in rosso ce li hanno solo i Singer con il Milan. Adesso arriva anche lo spettro Codacons ad avvolgere nella nebbia il progetto del nuovo stadio, in questo Paese sgangherato in cui tutti sono forti e bravissimi nel rialzarsi dopo ogni randellata, ma in pochi sono poi capaci di andare avanti. Andare avanti davvero.

Infine, Tonali. E come poteva mancare, il colpo del secolo inseguito da Inter, Juventus e i top club dell'universo e poi finito al Milan dove non ha nemmeno il posto assicurato. Nessuno si ricorda più quanto ci mise Pirlo a imporsi, né che per farlo dovette inventarsi un ruolo nuovo: a Tonali tutti chiedono di essere subito un misto tra Rijkaard, Gerrard, Albertini, Lampard... Tutti, tranne il Milan che già non esita a mandarlo in campo appena possibile, aspettando con pazienza una consacrazione che il suo carattere, la sua personalità e la sua voglia non faranno certamente tardare.

Di nuovo buon anno. Con il cuore.