Benvenuti Adli, Bakayoko e Traorè. Meglio Ounas di Faivre che tradisce come Calhanoglu. Le vere riscoperte sono Tonali e Diaz. I meriti di Pioli e Romagnoli

31.08.2021 00:00 di Alberto Cerruti   vedi letture
Benvenuti Adli, Bakayoko e Traorè. Meglio Ounas di Faivre che tradisce come Calhanoglu. Le vere riscoperte sono Tonali e Diaz. I meriti di Pioli e Romagnoli
MilanNews.it

Finalmente ci siamo. Stasera chiude il mercato e poi finirà la girandola di nomi accostati al Milan. In attesa di eventuali e presunti “colpi” dell’ultimo giorno, le certezze del penultimo sono i tre nuovi acquisti Tiemouè Bakayoko, centrocampista francese di 27 anni di ritorno al Milan dal Chelsea, Yacine Adli, attaccante francese di 20 anni in arrivo dal Bordeaux, e Chaka Traorè, attaccante ivoriano di 16 anni proveniente dal Parma. Benvenuti a tutti e tre, anche se soltanto Bakayoko sarà a disposizione di Pioli. Adli, infatti, rimarrà in prestito al Bordeaux, mentre Traorè andrà a rinforzare, almeno inizialmente, la “Primavera” di Giunti.

Ciò significa che la M2 Maldini-Massara farà un altro sforzo per migliorare ulteriormente l’organico rossonero. I nomi in ballottaggio sono quelli di Adam Ounas, attaccante algerino di 24 anni del Napoli, e di Romain Faivre centrocampista francese di 23 anni del Brest, con due grandi differenze a favore del primo. Ounas, infatti, ha il vantaggio di conoscere il nostro campionato, visto che è arrivato in Italia nel 2017 e tranne una breve parentesi a Nizza ha già giocato in tre squadre: Napoli, Cagliari e Crotone. E poi, o meglio soprattutto pensando all’aspetto professionale, Ounas si è sempre impegnato con la propria squadra pur sapendo che avrebbe potuto lasciarla, come dimostrano i suoi 20’ finali di domenica, al posto di Lozano, nella partita del Napoli contro il Genoa in cui si è meritato un lusinghiero 6,5 nelle pagelle della “Gazzetta”. Faivre, invece, si è rifiutato di seguire i suoi compagni nell’ultima trasferta a Strasburgo, facendo giustamente arrabbiare dirigenti e allenatore. Un precedente che non lascia ben sperare per il suo eventuale futuro rossonero, nel ricordo  di Calhanoglu, passato con disinvoltura dal Milan all’Inter per amore dei soldi non della maglia, senza trascurare l’incognita legata alle sue qualità tecniche e tattiche. A proposito di Calhanoglu, la seconda partita di campionato ha dimostrato una volta di più che la sua maglia numero 10 è finita su buone spalle.

Brahim Diaz, infatti, dopo il gol del successo all’esordio contro la Sampdoria, ha dispensato nuovi tocchi e tiri da vero trequartista, sempre più a suo agio in una squadra che sfrutta nel modo migliore le sue qualità. Ben venga, quindi, un’eventuale alternativa a Diaz, ma senza mettere in discussione il suo ruolo di titolare, perché è lui il vero acquisto del nuovo Milan, Giroud a parte ovviamente, insieme con Tonali, finalmente applaudito dal pubblico per i suoi progressi. Il merito di queste due piacevoli riscoperte è ovviamente di Pioli che ha saputo aspettare sia Diaz, sia Tonali, senza emarginarli, o peggio ancora bocciarli con eccesiva fretta. Pioli, però, non è certamente una sorpresa, mentre è una piacevole sorpresa il comportamento di Romagnoli, ormai retrocesso al ruolo di “capitano non giocatore” come Ranocchia, anche se ha soltanto 26 anni, sette meno dell’interista. Un altro al suo posto avrebbe chiesto di essere ceduto, o avrebbe rilasciato qualche dichiarazione amara, se non polemica. Romagnoli, invece, ha continuato ad allenarsi in silenzio e così, con il suo esempio di grande professionista, ha indirettamente dimostrato che il Milan è davvero un “gruppo”: la parolina magica con cui Mancini e prima di lui Bearzot avevano spiegato i rispettivi successi in Europa e nel mondo. E allora meditate gente, perché questo nuovo Milan è ripartito proprio bene.