Ce lo chiede Carlo. La Fake Verona

07.05.2022 00:00 di Mauro Suma   vedi letture
Ce lo chiede Carlo. La Fake Verona
MilanNews.it

Ce lo chiede l'Europa. Era il ritornello del mondo politico di qualche anno fa. Carlo Ancelotti no, lui nello specifico non ci chiede nulla. Ma ci dà qualcosa. L'esempio, innanzitutto. Su qualunque panchina sia seduto, lui continua a rifare Milan-Ajax e Milan-Manchester United. Contro gli olandesi nel 2003 tutto sembrava perduto. E invece non era così. Ma anche sull'aereo di ritorno da Old Trafford nel 2007 tutti pensavamo che quella rimonta United da 1-2 a 3-2 dopo la meravigliosa doppietta di Kakà, fosse un segno nel destino. E invece lui sorridente, sereno, come nulla fosse: "Vieni a Milanello appena atterriamo, che iniziamo a vincerla oggi pomeriggio la semifinale di ritorno...voglio caricare i tifosi...". E via una intervista-appello ai tifosi Milanisti che il 2 maggio 2007 costruirono con la squadra la Partita Perfetta. E lui continua a farle e rifarle, tra un Psg, un Chelsea e un City. Mentre noi oggi siamo un po' così, l'Inter ha vinto, siamo di nuovo dietro di un punto. Ma anche se Parma Felegara è diversa da Parma Parma, ci sembra di vederli occhi negli occhi Carlo Ancelotti e Stefano Pioli. Forse uno un pò più pacioso e forse l'altro un pò più vispo, ma insomma mentre noi chiacchieriamo, parliamo e scriviamo, loro continuano a scrutare, a leggere, a interpretare. Il segreto di Carlo è che si tiene dentro nella pancia e nelle vene solo energia positiva. Che al momento giusto, lo guida e l'aiuta. Anche Stefano Pioli fa così, tutto polpa, tutta fede, niente emotività, niente tramonti gozzaniani. L'importante è che i nostri giocatori sappiano di non essere così tanto lontani dalla partita di cui ha parlato tutto il Pianeta. Vinicius, Benzema, il Bernabeu, il trionfo blanco, Pep e gli sceicchi sconfitti. Sappiano i nostri ragazzi che, nelle ore di vigilia di un evento così epocale, Carlo pensava anche a loro, al suo Milan: "Milan, teniamo duro", Whatsapp, ore 19:22 del 3 maggio 2022. Ovunque sia e ovunque vada, il Milan ce l'ha dentro Carlo. Il finalista, il plurivincitore, il tutto quello che volete. Ma prima di tutto il Milan. Mentalità ultrà sotto un sorriso bonario. Sereno ma ferreo, sorridente ma centrato, saggio ma determinato. Così dobbiamo essere. Una volta di più. Noi come lui e lui come noi. Voi un tutt'uno con il cuore di Stefano e della vostra gente, del vostro popolo, che ci crede senza assillarvi, che ci crede spronandovi, che ci spera tenendo per sè notte insonni senza dirvelo e senza caricarvi di ansia. 

Teniamo duro, allora. Teniamo duro, così sia. E non date nemmeno retta, ragazzi, alle cavolate sulla fatal Verona che la propaganda ha cercato di tenere viva tutta la settimana. Noi dobbiamo pensare solo a questo Verona, al Verona di oggi che è forte, brillante e intenso. Il resto non conta. Il resto lo usano solo contro di noi. Dentro gli scudetti persi dal Milan nel 1973 e nel 1990 non ci sono storie sportive degne di essere raccontate, non ci sono esempi particolarmente edificanti di cui tener conto. Nei messaggi dei tifosi postati sul profilo Instagram dei giocatori veronesi questa settimana c'era scritto "fate vincere noi, la Milano onesta". Bah. Vadano gli unti dall'onestà ad informarsi su cosa è accaduto negli spogliatoi e nelle stanze di Palazzo nel 1973 e nel 1990...a meno che l'onestà sia un dogma irrinunciabile ma fino ad un certo punto...che se poi serve a far perdere il Milan chissenefrega dell'onestà...vero? Non date retta ragazzi. Sappiate solo che a Verona ha esordito in Serie A con la maglia del Milan nel 1977 il Rossonero del secolo, il vostro vicepresidente, Franco Baresi. Sappiate solo che a Verona, con il gol di Virdis al Bentegodi dopo la sconfitta pesante di Lecce in coppa Uefa, è iniziata la meravigliosa cavalcata verso lo Scudetto del 1988 di Berlusconi e Sacchi. Sappiate solo che a Verona, dove se non avessimo vinto saremmo stati fuori, è arrivata nel 2002 la qualificazione a quella Champions League che l'anno dopo abbiamo vinto a Manchester nell'unica, storica, finale tutta italiana della massima competizione europea. Non date retta a chi ci è e a chi ci fa, a chi l'ignoranza la ostenta e a chi la inocula, pensate solo a voi stessi. A come siete stati continui e quadrati contro la Lazio, a come siete stati pazienti e centrati con la Fiorentina. E' così che si tiene duro. E' così che si raccoglie il testimone che, da Madrid, Carlo Ancelotti non vede l'ora di consegnare nelle mani di Stefano Pioli, quindi nelle vostre, perchè quando ci stringiamo tutti la mano, siamo un cuore, un corpo e un'anima sola. Dai!