Come d'incanto Sandro. Grazie Tata...

19.11.2022 00:00 di Mauro Suma   vedi letture
Come d'incanto Sandro. Grazie Tata...
MilanNews.it

Potrei stizzirmi per il chiacchiericcio degli episodi arbitrali per la nostra ultima partita, che poteva vincere sacrosantemente la Fiorentina e che in maniera altrettanto sacrosanta abbiamo vinto noi. Potrei prendermela con chi continua a menare il torrone in maniera inconsulta su Leao, visto che un giorno prima "era meglio il rinnovo di Bennacer del suo" e invece adesso che sembra volga al bello la firma di Isma, torna ad essere Leao il dramma agitato minuto per minuto. Potrei, ma no. Non voglio e non lo faccio. A Milano c'è il sole nel primo venerdì senza campionato del calcio del popolo e della meritocrazia, per cui solo cose belle. E la cosa bella, più che bella, bellissima è sempre e solo lui, Sandro Tonali, si proprio quello che all'epoca era, con le solite certezze e le solite profezie, ma era lui sì il giocatore che "lunedì viene a Milano per firmare con...". Poi però l'estate girò diversamente. Era quindi venuto al Milan ed era venuto per vivere una favola, Sandro. E invece la favola la sta scrivendo lui. Dai tempi di Maldini, Albertini e Costacurta, dai tempi di Gattuso, è il primo vero uomo Milan che mi sembra di scorgere all'orizzonte. E non è poco, ragazzi, in questo calcio lastricato di milioni, di commissioni, di entourages senza paura del neologismo abborracciato. Sandro è stato meraviglioso, sempre. Arrivato sul cavallo bianco, ne è sceso subito. C'era un treno in corsa nei preliminari di Europa League su cui salire in quella serata di Dublino, e lui ci è balzato sopra sulle ali della condizione tarpate da un Covid tosto e con le orecchie intasate dai clamori della sua operazione di mercato. Partita dopo partita, le gambe hanno contagiato la testa, e Sandro si era ritrovato incapace di osare, di pensare in grande. L'espulsione di Benevento, le cinque partite di fine campionato seduto, proprio mentre il Milan tornava in Champions League. Sembra passato un secolo, e invece erano diciotto mesi fa. Ma al momento del dunque, del mancato riscatto, non si è rivoltato contro il suo amore calcistico Sandro. Si è guardato dentro, ha investito su se stesso, è tornato a osare, ha segnato i gol Scudetto a Roma e a Verona. E adesso è qui, a guardare la classifica un minuto sì e un altro pure, a pungolare tutto e tutti per stare in corsa. Sempre fra i migliori in campo, un gol meraviglioso con lo Spezia che continua a scorrere negli occhi dei Milanisti come un gol buono a tutti gli effetti. E come i grandissimi del Milan, come i Padri della patria Franco e Paolo, adesso dà l'esempio anche in Nazionale. Per lui a Tirana non era amichevole, era intensità azzurra, come sempre, come giusto. E con una sola frase ha tacitato il casino social, rimettendo al centro del mondo la Nazionale italiana di calcio. Sandro è un orgoglio e tutti noi ne siamo orgogliosi.

Orgoglio Sandro ma non solo, anche grazie Tata. Proprio così, letto bene. Aveva il compito arduo di sostituire un top top top. E lo ha fatto. Il gol di Bajrami a Empoli? Poteva prenderlo, ma non dimentichiamo che era la prima partita e non occultiamo il merito del tiratore da quella posizione. Il gol di Miranchuk a Torino? Gran gol, ma giocato male tutti, Tata né più né meno. Non ha fatto i miracoli che fa Mike? Certo, ma nessuno glieli ha chiesti e nessuno può chiederglieli. Per il resto, ha fatto il suo, ha migliorato sissignori, ha migliorato e calibrato il suo gioco con i piedi. Non dà fiducia ai compagni? Frasi fatte luoghi comuni, alibi negativi, esattamente come a volte accusate proprio me di ricorrere ad alibi positivi. In Milan-Juve, Tata è stato impeccabile esattamente come tutti i suoi compagni di squadra. Avanti così allora, grazie per la professionalità, la continuità, la freddezza e la disponibilità. Dopo il rigore parato un anno fa nel derby, anche quello un lembo di Scudetto, andata anche questa. Ogni giocatore, del resto, il suo mattoncino. Come accade a tutti i livelli in società, con il premio Braille dall'alto valore inclusivo per il presidente Scaroni e il Globe Soccer Award come best directors per Paolo Maldini e Ricky Massara.