Eliminare il Manchester e mantenere il posto-Champions. Il Milan si risolleverà anche stavolta senza cercare alibi come vuole Pioli. Decisivo il rientro di Ibra

16.03.2021 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Eliminare il Manchester e mantenere il posto-Champions. Il Milan si risolleverà anche stavolta senza cercare alibi come vuole Pioli. Decisivo il rientro di Ibra

Tanti infortuni, è vero. Tanta stanchezza, è altrettanto vero. E poi qualche torto arbitrale, ma al di là delle proteste il Milan deve evitare di cadere nella trappola del vittimismo che fa rima con pessimismo. Bisogna anche avere l’onestà, a mente fredda, di fare un po’ di autocritica,riconoscendo qualche errore: della società che ha sottovalutato l’esigenza di una valida alternativa a Ibrahimovic; dello staff tecnico, visto che molti infortuni e le successive ricadute non possono essere soltanto il frutto della sfortuna; e infine di qualche giocatore, dall’acerbo e impreciso Leao, all’esperto ma nervoso Rebic. Detto questo, conviene seguire Pioli che ha perso qualche partita ma non ha mai perso la calma e l’ottimismo. Come ha ripetuto spesso nelle ultime settimane, con la forza dei nervi distesi, il Milan non era partito per vincere lo scudetto e quindi non è giusto processarlo per il recente calo. La classifica, malgrado l’ultima sconfitta, rimane ottima e non ha senso fare calcoli sul possibile ritorno della Juventus che deve ancora giocare, e soprattutto vincere, la partita più rinviata della storia del nostro campionato contro il Napoli. E’ vero che lo stesso Napoli spera di superare il Milan anche in classifica dopo averlo fatto sul campo, ma questo campionato anomalo dovrebbe avere insegnato a tutti che è pericoloso fare previsioni, come ha indirettamente confermato la Roma che avrebbe potuto approfittare della sconfitta del Milan e invece è rimasta staccata di 6 punti,dopo avere perso contro il pericolante Parma. In fondo, la prima squadra che ha smentito tutti i pronostici è stataproprio il Milan, perché nemmeno il più accanito tifoso che ci sta leggendo poteva immaginare che i rossoneri diventassero campioni d’inverno e a undici giornate dalla fine fossero al secondo posto. Nel bene, con un girone d’andata a suon di due gol segnati anche all’Inter, e nel male con la sconfitta nel girone di ritorno contro lo Spezia, il Milan ha continuato asorprendere e così, dopo avere sofferto per qualificarsi contro la Stella Rossa in inferiorità numerica, soltanto tre sere dopo è andato a vincere sul campo della Roma. Poi ha di nuovo frenato contro l’Udinese, ma si è risollevatoimmediatamente vincendo a Verona e a distanza di altri quattro giorni ha pareggiato una partita che meritava di vincere sul campo del Manchester United. Anche quella sera mancavano tanti titolari eppure la stanchezza non si è fatta sentire, perché il veromotivo che ha impedito il successo all’Old Trafford è stata l’assenza di Ibrahimovic in generale e di una sua alternativa in particolare. La scelta, comunque tardiva, di puntare su Mandzukic, fermo da un anno, non ha pagato. Ma anche con il “senno di prima” non bisognava prestare il promettente Colombo alla Cremonese, con la quale tra l’altro ha segnato sabato scorso in campionato. In una squadra di giovani il diciannovenne attaccante milanese ci stava benissimo, e anche se manca la controprova pensiamo che non avrebbe sbagliato tutti i gol falliti da Leao. Con Ibrahimovic, Colombo o qualsiasi altro centravanti di ruolo, e non adattato come Rebic e lo stesso Leao, il Milan non avrebbe il problema del gol, evidenziato nelle ultime partite. Ben venga, allora, il ritorno di Ibrahimovic, anche “part-time”,contro il Manchester, in un’altra partita in cui il Milan può smentire i pronostici. E quindi fa bene Pioli a evitare i calcoli, rifiutando di aggrapparsi a qualsiasi alibi, nella convinzione che sulla spinta della qualificazione in Europa League poi sarà più facile andare a vincere a Firenze, per difendere il meritatissimo posto per la prossima Champions. In fondo è già successo a Roma e a Verona. E se non c’è il due senza il tre…