Il gruppo parla italiano. Politica, fuori lo stadio. Il progetto di Calhanoglu

07.08.2021 00:00 di Mauro Suma   vedi letture
Il gruppo parla italiano. Politica, fuori lo stadio. Il progetto di Calhanoglu
MilanNews.it

Mi sembra un calembour estivo quello di cercare cambi di modulo nel lavoro di Stefano Pioli. Del resto il Milan ha sempre avuto un modulo di gioco come base per capire cosa fare in campo, ma poi la squadra si tuffa nelle partite e affronta da gruppo i problemi delle partite. Senza rigidi steccati numerici. Una delle partite chiave della scorsa stagione, quando tutti erano assenti, il Milan l'ha vinta al Bentegodi con addirittura un 4-2-2-2, con i due di centrocampo e poi con Krunic e Saelemaekers dietro Leao e Castillejo. Quando hai senso, quando hai un capo e una coda e sai come rimetterti a posto in campo, le varianti sul tema sono tantissime e tutte possibili. Il Milan si muove da gruppo e parla da gruppo. Nulla abbiamo perso, anzi...I ragazzi si sentono già più forti dell'anno scorso, perchè come insegna Mancini a Wembley e come conferma la 4x100 a Tokyo, quando sei gruppo hai già iniziato a centrare un traguardo. Il Milan parla da gruppo, perchè con tutto il rispetto per la lingua francese, se Maignan e Giroud parlano già in italiano con i compagni, se Ballo-Tourè inizia già a provarci dopo pochi giorni e se Saelemaekers parla un italiano ormai forbito, vuol dire che la sintonia e la lunghezza d'onda non dormono mai. Anzi...si aggiornano di continuo.

Il Milan colleziona campioni e vince lo scudetto nel 2011, poi si ritrova costretto a cedere Ibra. L'Inter fa una bellissima squadra con un grande allenatore nel 2021, poi si ritrova costretta a cedere Lukaku. Con una differenza per la verità, Ibra nel 2012 non voleva andare via...Ma al netto delle differenze, questo non è il momento della delusione e dello scoramento dei tifosi o dei predicozzi accalorati degli influencer. Questo è il momento in cui i politici devono metterci la faccia e dire a Milano se la vogliono vedere vincere nel calcio una volta ogni tanto per poi leccarsi le ferite o se le vogliono consentire di aprire veri e propri cicli calcistici ad alto livello, con autorevolezza e continuità. Questa cosa è possibile solo in un modo e in un solo modo: con il nuovo stadio. Bello, potente, attrattivo, pieno di risorse e di ricavi. Niente melina e niente traccheggiamenti su questo tema, ma lo stadio e solo lo stadio. Volete invece lasciare Milano così com'è? Ditelo, apertamente. Ma non ai comitati di quartiere e alle loro schede elettorali. Ma all'Europa e al Mondo. Perchè quella e solo quella è la dimensione globale del calcio milanese.

Una delle cose più carine fra quelle che mi sono state gettate contro a giugno è stata più o meno questa: visto? Calhanoglu ha preferito il progetto dell'Inter a quello del Milan...continuate pure voi grazie...ve lo meritate...